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Intanta Obama accellera sulla riforma finanziaria

Caso Goldman Sachs, coinvolti tutti i magnati di Wall Street


Caso Goldman Sachs, coinvolti tutti i magnati di Wall Street
18/04/2010, 18:04

NEW YORK - Ad aprire la delicata ed intricata indagini su Goldman Sachs è stata la Sec, che è in pratica la Consob Americana. L'obiettivo è quello di punire in maniera esemplare gli operatori finanziari della Goldman che, in numerosissime occasioni (per non dire tutt) affidavano i propri clienti a hedge funds che creavano prodotti finanziari scommento al contempo sul loro fallimento.
Un gioco tra bari della finanza che è costato un danno enorme a milioni di risparmiatori ed investitori. Ma, anche in questo caso, la prima banca "beccata" dalle autorità non è certamente l'unico titano succhiasoldi.
Sul sito ProPublica, infatti, si fa notare che se da un lato la Sachs ha investito quasi 11 miliardi di dollari in prodotti finanziari truffaldini, le altre grosse banche collegate a Wall Street non sono state certo da meno e, insieme, avrebbero smosso capitali pari a circa 40 miliardi di dollari. Solo per citare i gruppi finanziari più noti c'è da ricordarsi ad esempio di JpMorgan Chase, Merrill Lynch (oggi in Bank of America), Citihroup, Deutsche Bank e Ubs. Per Barack Obama la speculazione immorale e selvaggia che ha causato la crisi dei mercati nel 2008 non dovrà ripetersi mai più. Per tale ragione, il presidente americano ci ha tenuto a precisare che farà di tutto per garantire una rapida e concreta approvazione della riforma finanziaria.
Un riforma redatta dal democratico Chris Dodd e che prevede una rigorosa regolamentazione dei derivati. Al contempo, sarà creata un'Agenzia federale che, come si legge testualmente su La Stampa sarà "incaricata di tutelare i consumatori di prodotti finanziari, alla formazione di un consiglio". Una forma di controllo dettagliato e continuo che servirà ad evitare lo sviluppo di "banche troppo grandi per cadere" che possano gravare in maniera devastante sul resto del sistema economico-finanziario.
Tuttavia la maggioranza repubblicana deve fare i conti con un'opposizione granitica e combattiva guidata dall'irriducibile Mitch McConnell. Un minoranza compatta che possiede 41 seggi su 100 e che, come già accaduto in passato, può letteralmente fermare il lavoro dell'aula consiliare. Obama pare dunque non aver problemi a colpire anche molto duramente Wall Street anche se, McConnel, accusato di essere in combutta con diversi gruppi di lobbisti, ha già fatto comprendere che farà di tutto per impedire la riforma. Motivo? "Per evitare di assegnare al governo il potere di smembrare le banche al fine di adoperare poi denaro pubblico per controllarle". In gioco c'è l'autonomia di Wall Street ed una serie di interessi incrociati difficili da individuare persino per gli esperti del settore. L'unica cosa certe nel mare magnum delle speculazioni finanziarie e che, così com'è, il sistema può collassare nuovamente da un momento all'altro.

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di Germano Milite
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