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Le prestazioni sanitarie meno urgenti vengono rimandate

Censis: crisi, un italiano su cinque non va dal dentista


Censis: crisi, un italiano su cinque non va dal dentista
21/12/2009, 18:12

ROMA - Una parte dei risultati del Monitor del Forum per la ricerca biomedica e del Censis sono già stati diffusi presentando, in tutta la loro gravità, gli effetti della crisi economica che ha colpito il nostro paese. Il rapporto, presentato ogni anno, si preuccupa infatti di analizzare in maniera dettagliata il rapporto tra gli italiani con la salute ed il servizio sanitario nazionale. Secondo i primi dati presentati, infatti, nel 2009 un cittadino su cinque (il 18%) ha rinunciato a visite  specialistische e cure odontoiatriche a causa della scarsa disponibilità economica. La differenze per quanto riguarda la prestazioni sanitarie meno urgenti (ma comunque fondamentali per la buona salute) si notano molto a seconda della fascia d'età considerata e delle zone del paese prese in analisi.
Come intuibile, le maggiori rinuncie provengono dal centro (21%) e dal sud (23,4%) , all'interno delle grandi città (27%) e nella fascia d'età compresa tra i 45 e i 64 anni con il 24,2 % di soggetti che non possono permetterci cure dentistiche et similia. Il picco sale addirittura al 31% tra i meno istruiti.
Sempre più italiani, inoltre, sembrano preferire (o meglio dover preferire) il servizio pubblico a discapito di quello privato; nonostante le lunghe liste d'attesa. In tanti sono stati costretti ad rinviare interventi sanitari di secondaria importanza ed a trascurare cure di contorno come i controlli odontoiatrici. In calo anche l'acquisto di farmaci non prescrivibili e l'assunzione delle badanti (con percentuali del
-17% nelle città da 100-250 mila abitanti).
Durante l'ultimo anno, il 35% della popolazione ha rinunciato alle strutture private; sopportanto le interminabili liste di attesa degli apparati pubblici per visite, analisi e cure di diverso genere.
La percentuale supera il 40% al sud e sfiora il 50% tra le persone senza titolo di studio o con la sola licenza elementare.

PREVISIONI PER IL 2010?
E per l'anno che sta per arrivare? Secondo il Censis la situazione potrebbe ancora peggiorare. Le previsioni, infatti, non presentano un quadro positivo; con un aumento certo di persone che si rivolgeranno alle strutture pubbliche e la possibilità, a dire il vero già concretizzata, di un collegato incremento delle "strade alternative" utilizzate per evitare le lunghe file d'attesa. Già oggi, infatti, un considerevole numero di intervistati denuncia le "furberie" di chi può usufruire di conoscenze e ruffianerie varie nei confronti delle persone giuste per dimezzare o addirittura annullare i tempi d'attesa. Per questo, sottolinea l'istituto di monitoraggio, "E' necessario rendere più efficiente la sanità pubblica, tagliando sprechi e sovrapposizioni, diventa quindi una priorità ineludibile per il 2010, perché ormai per molte Regioni è troppo alto il rischio di non riuscire più a finanziare la spesa per la sanità".

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di Germano Milite
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