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Centro di Produzione Rai di Napoli, opportunità di crescita economica


Centro di Produzione Rai di Napoli, opportunità di crescita economica
19/12/2009, 18:12

Si è tenuto presso l'Hotel Serius, a Fuorigrotta (Napoli) un dibattito che ha visto i dipendenti dei vari settori del Centro di Produzione Rai di Napoli, impegnati nel trovare soluzioni atte a rilanciare uno dei poli più antichi ma anche bistrattati della tv di Stato. Da sempre importante opportunità di crescita economica e occupazione per la regione Campania e dell'area flegrea in particolare, oggi il Centro si vede aggiudicato appena il 2% dei fondi previsti per le produzioni in loco. Fuorigrotta e' un polo nevralgico per la comunicazione e la cultura, e tutto cio' che si muove in Rai muove le attivita' di ospitalità e ristoro del posto. Da qui la preoccupazione del consigliere comunale di Napoli, Lamura che ha presentato una delibera per la riqualificazione di una struttura gia' usata dalla Rai per la produzione delle attivita' e dei format tv. 'Non e' giusto che i giornalisti campani, luogo d'eccellenza per la formazione professionale, debbano mendicare una collaborazione - ha affermato Rosario Lopa, dell'Associazione Fuorigrotta Cambia -. Bisogna che i giornalisti trovino proprio nel Centro Produzione di Napoli gli spazi e le opportunità che apportino benefici all'intera metropoli'. A fargli eco l'Ordine dei giornalisti campano nella persona del segretario Gianfranco Coppola, anche dipendente del tg Rai regionale: 'togliere le produzioni a Napoli significa dare un taglio assoluto a posti di lavoro e non solo per i giornalisti', ma per Coppola la decisione e' esclusivamente politica e pertanto si dice pronto ad appoggiare qualsiasi iniziativa atta a combattere tale azione. Massimo Milone, responsabile dei servizi informativi Rai, ha portato al dibattito trent'anni di carriera nel corso dei quali ha sempre notato il centro di Napoli trattato come la Cenerentola del gruppo e ha così lanciato una proposta: 'se facciamo squadra e proponiamo un progetto, sono convinto che troveremmo la soluzione. Di solito si e' in crisi quando non si intravede la luce, non ci si pone un obiettivo. Poniamoci una mission e sicuramente supereremo il momento di difficoltà'. Molto chiaro e deciso Mario Landolfi, membro della Commissione Parlamentare Vigilanza Rai: 'La crisi non investe solo il centro di Napoli, ma e' una crisi che non ha motivo di esistere soprattutto a Napoli, particolarmente vocata per l'audiovisivo. Ho buoni motivi per credere che lunedi in consiglio ci possano essere novita' positive, perché mi e' stato riferito di nuove commesse e del recupero de La Squadra. Quindi e' giusto battersi per la valorizzazione di un'area della citta' per tutto l'indotto economico che crea e non solo per la salvaguardia di posti di lavoro'.Per Luciano Schifone, del Centro studi "La Contea": "Vi è la necessità di inquadrare il rilancio del CP Tv Rai di Napoli in un contesto di declino della produzione industriale di tutta la Campania, vedi la FIAT a Pomigliano d'Arco o la FinCantieri. Il rilancio non deve solo essere visto dal punto di vista occupazionale, ma deve essere un volano per tutta l'Area Metropolitana".Il circolo Nuova Italia Area Flegrea, come annunciato da Enzo Schiavo, lancerà nei prossimi giorni un Laboratorio a tempo indeterminato per il rilancio del Centro di Produzione della Rai di Viale Marconi, dove raccogliere idee e progetti provenienti tutte le parti interessate che vivono la realtà del CP Tv e per ridare quel valore di eccellenza a quella fabbrica che è sempre rappresentato l'orgoglio della gente del Sud Italia. " Non pensavo mai di dover affrontare nella mia vita la crisi del Centro di Produzione della Rai di Napoli, - ha concluso Nicola Egidio dell'UGL Telecomunicazioni Campania - da sempre fiore all'occhiello della cultura meridionale e del paese intero. Vi sono 1500 dipendenti rai e quelli del condotto, quindi famiglie, con valori umani e professionali che rischiano di essere mortificate con scelte aziendali inique".

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di Redazione
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