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Una valutazione delle dichiarazioni rese

Cernobbio, ovvero come fare i froci col culo degli altri


Cernobbio, ovvero come fare i froci col culo degli altri
05/09/2011, 10:09

E' appena finito l'annuale e tradizionale appuntamento di Cernobbio, dove si incontrano banchieri, imprenditori e politici italiani per fare il punto sulla situazione economica italiana. Di solito, è una fiera delle banalità, ma quest'anno non poteva esserlo, vista la crisi economica che sta attanagliando l'economia italiana.
E' stata invece una fiera del come fare i froci col culo degli altri. La maggiora parte delle interviste fatte ad economisti come Mario Monti, a politici come Giulio Tremonti e a industriali come la presidente di Confindustria. Ognuno di loro aveva le sue ricette, oviamente. Tremonti ha difeso l'impianto delle sue manovre, e sono quanto di peggio possa essere.
La Marcegaglia ha detto che bisogna tagliare le pensioni, per trovare i soldi da regalare alle imprese. Neanche una parola sul fatto che l'Italia regala 4 miliardi l'anno per chi gestisce gli inceneritori (come per esemp0io la Marcegaglia stessa) considerandoli produttori di energia "assimilata all'energia rinnovabile", come viene definita nel CIP6. Oppure si potrebbe reintrodurre il reato di falso in bilancio e fare serie e pesanti vcerifiche alle grandi imprese italiane, che ora possono evadere il 5 per mille del fatturato senza alcuna conseguenza legale. Così magari pagano qualche cosa di soldi, dato che i loro pagamenti fiscali sono in media incongruamente bassi, rispetto al giro di affari che hanno. Insomma, si può far pagare chi ha i soldi - cioè gli industriali - anzichè tagliare le pensioni. Tagliare, ma anche togliere le pensioni. Infatti, il dato che si usa per giustificare lo spostamento in avanti dell'età pensionabile nasconde un tragico trucco. Vero che l'età media della popolazione italiana si innalza, ma nessuno guarda all'età della popolazione divisa in base al lavoro fatto. Se si facesse, si vedrebbe che le persone che fanno lavori usuranti (muratori, operai turnisti, ecc.) hanno una aspettativa di vita media che si attesta sui 67-68 anni. Non è un caso che si voglia spostare l'età per andare in pensione a 70 anni: così centinaia di migliaia di pensioni non verrebbero pagate, mentre l'Inps avrebbe i soldi per pagare le pensioni di chi ha sempre fatto lavori molto ben remunerati e senza alcuno sforzo (dirigenti, politici, impiegati pubblici) e che andrebbe in pensione, continuando a lavorare. In modo da avere pensione e stipendio, alla faccia dei poveri cristi.
Ancora peggio Mario Monti che ha proposto, oltre al taglio delle pensioni, anche la svendita del patrimonio immobiliare ed azionario italiano (ipotesi avanzata anche all'interno del Pdl, per esempio dal governatore lombardo Roberto Formigoni). Ipotesi che potrebbe anche avere senso, se fosse fatta secondo i giusti criteri (e comunque non in un periodo di crisi, in cui i prezi sono sempre molto bassi). Ma da questo governo? Tremonti già si è dedicato alla svendita del patrimonio immobiliare, con le famose cartolarizzazioni. Il risultato quale è stato? Che sono pochissimi gli immobili venduti al 20% del loro valore, i più sono stati venduti a meno ai soliti "amici" che li hanno acquistati all'ingrosso per un tozzo di pane e poi li hanno venduti singolarmente a prezzi di mercato, con guadagni enormi. Ha senso quindi mettere in mano a queste persone un'arma delò genere? Anche perchgè Tremonti vendette molti immobili che servivano allo Stato, così ha guadagnato una miseria vendendoli, ma gli uffici statali hanno stipulato onerosissimi contratti di affitto per continuare a starci. E questo ha aumentato le spese dello Stato.
Adesso immagino l'obiezione: ma tu dici solo di no? Beh, sarebbe sufficiente, tanto se lancio qualche proposta, chi mi dà retta? Mai visto un politico che dà retta a qualcuno che non gli arricchisca il conto in banca? E tuttavia un po' di proposte le faccio lo stesso.
Per esempio, si possono vendere 600 mila delle 650 mila auto blu pagate dallo Stato: immaginando una media di 10 mila euro di introiti per la vendita e un risparmio di 3000 euro all'anno tra bollo, assicurazione e benzina (molte di queste auto hanno cilindrata superiore ai 2000 cc., quindi sto chiaramente sottostimando la situazione) significa una entrata una tantum di 6 miliardi (si può rinunciare ad una intera sessione di aste per i titoli di Stato) e un risparmio di 2 miliardi di euro all'anno. Per fare un altro esempio - questo più rappresentativo che reale - si possono obbligare tutti i servizi che i parlamentari hanno a disposizione a Montecitorio e a Palazzo Madama (non solo il ristorante, ma anche la bouvette di Montecitorio, la barberia, la massaggeria, la palestra, la piscina, ecc.) ad essere pagati dai parlamentari a prezzo di costo e non con il 90 o il 100% delle spese addebitate al cittadino. Inoltre i parlamentari potrebbero rinunciare ad intascare i 4000 euro in contanti per i portaborse e stabilire che i contratti vengono firmati con la Presidenza della Camera di appartenenza, che li paga. In questa maniera si impedirebbe quello che avviene oggi: il parlamentare intasca 4000 euro e poi paga 500-800 euro al mese, in nero, al portaborse. Non è un caso che nessun portaborse, legato ai partiti di destra, di sinistra o di centro, ha un contratto registrato, nè alla Camera che al Senato.
Per tornare alle misure concrete, si può introdurre nel nostro ordinamento il principio della cauzione: nel penale 2000 euro in Appello e 5000 euro in Cassazione (esclusi ovviamente coloro che hanno redditi troppo basi) che non verranno restituiti nel caso in cui venisse provato che il ricorso è palesemente infondato, fatto solo per ritardare la situazione. Ma soprattutto nel caso di procedimenti amministrativi di ricorso per evasione fiscale, si può stabilire che, a fronte di una multa superiore ai 30 mila euro, bisogna pagare almeno un terzo della multa come cauzione. Così, se si tratta di una manovra dilatoria, lo Stato almeno una parte della somma riesce ad intascarla. Nella stessa ottica si può reintrodurre il reato di falso in bilancio (con pena massima di 20 anni, in modo che chi fa grosse evasioni finisce davvero in galera) e quello di abuso di ufficio non patrimoniale - abolito nel 1997 con voto bipartizan da destra e sinistra - utile grimaldello per colpire i politici corrotti che sprecano denaro pubblico.
Si può poi aggiungere l'aumento dell'aliquota superiore dell'Irpef al 49%: per chi guadagna un milione di euro, significa un aumento di tasse di 80 mila euro, cifra ampiamente sopportabile. Qualcuno potrà dire: ma sono poche decine di migliaia che denunciano cifre simili. Adesso sì; ma dopo un po' di "mazzate" inflitte agli evasori fiscali, il numero potrebbe aumentare in maniera significativa.

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di Antonio Rispoli
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