Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Cgil: sud, piano da 100 milioni smantellato dal governo


.

Cgil: sud, piano da 100 milioni smantellato dal governo
04/08/2010, 13:08

NAPOLI - La Cgil Campania ritiene inadeguati i recenti provvedimenti del Governo per contrastare la grave crisi economica dell’Italia, questo il tema della conferenza stampa tenutasi presso la sede di Napoli.
Il Sud ancora una volta è stato abbandonato a se stesso. Il quadro comunitario di sostegno 2007/2013 per le Regioni del meridione è stato completamente stravolto.L’impianto unitario della programmazione concordato con il Governo nazionale e con la Comunità Europea, che assegnava al meridione, circa 100 miliardi di euro è stato completamente smantellato.
L’intervento del Ministro Fitto alla presentazione del Rapporto 2009 sugli interventi nelle aree sottoutilizzate conferma le preoccupazioni della CGIL. “Si è limitato infatti ad annunciare interventi di riorganizzazione delle modalità di spesa, senza delineare una strategia complessiva che affronti il nodo dello sviluppo mettendo assieme ricerca, formazione, occupazione e garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni”. E’ quanto sostiene in una nota la CGIL, aggiungendo che “in questo modo non si mette il Mezzogiorno al centro dell’agenda politica del paese, che è invece quello che va fatto per garantirne la coesione sociale e l’unità”.

Secondo la CGIL “sul federalismo si stanno confrontando due idee diverse: una che guarda a tutelare i presunti interessi di una sola parte del Paese e l’altra che mette in guardia dal rischio di un’applicazione distorta dell’autonomia impositiva, che determinerebbe pesanti differenziazioni su quantità e qualità dei servizi pubblici”. Inoltre, spiega la nota, “la teoria del Ministro dell’Economia sull’incapacità delle Regioni meridionali di utilizzare le risorse comunitarie è smentita dai dati contenuti del rapporto, da cui si evince un assorbimento pressoché pieno delle risorse disponibili ed una perdita corrispondente allo 0,33% dell’intera dotazione programmatica per tutto il Paese, che colloca l’Italia ai vertici della graduatoria dei paesi europei come capacità di utilizzo delle risorse”.

La CGIL aggiunge che nell’analisi dettagliata della spesa “si evincono differenze tra regioni e tra settori, ma sarebbe sbagliato non rilevare come molte politiche realizzate in questi anni grazie alle risorse comunitarie abbiamo segnato positivamente alcuni settori. Il rapporto evidenzia che sebbene la politica di coesione comunitaria abbia permesso alle regioni dell’obiettivo 1 di evitare l’allargamento del divario con il resto del Paese, tuttavia non è riuscita a rimuovere i fattori alla base della mancanza di competitività”. Pertanto, precisa la nota, “a fronte di un ciclo economico appesantito dagli effetti della crisi e da una politica di finanza pubblica incentrata su tagli e contenimento delle spesa sociale”, la CGIL rivendica, a maggior ragione per il Mezzogiorno, “una politica di investimenti che concorra insieme ai fondi comunitari e al FAS a rilanciare occupazione, crescita e benessere sociale”. Infine, conclude la nota, “sul principio di concentrazione di parte delle risorse per realizzare infrastrutture materiali ed immateriali che colmino il divario territoriale del Paese, la CGIL è disponibile a convenire su scelte che siano chiare e che vedano la condivisione di tutti gli attori in campo: governo, regioni, autonomie locali, parti sociali”.

Commenta Stampa
di Nando Cirella
Riproduzione riservata ©