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CHE FINE HA FATTO ALITALIA?


CHE FINE HA FATTO ALITALIA?
13/10/2008, 11:10

Ma che fine ha fatto Alitalia? O meglio, a che punto sta il suo rilancio da parte di CAI? E il partner straniero? A queste domande ha cercato di rispondere la giornalista RAI Milena Gabbanelli, nel suo programma "Report" andato in onda ieri. Ed è stata una esposizione completa: ha ripercorso le tappe degli ultimi due - tre anni, compreso il bando di acquisto fatto a fine 2006 dal Governo Prodi, le prime trattative, poi fallite; infine la proposta di AirFrance che, tra una lungaggine e l'altra, è arrivata nel 2008, quando si era in piena campagna elettorale. E quindi la compagnia di bandiera francese si è trovata bersaglio degli strali propagandistici di SIlvio Berlusconi e della Destra. Come sempre, la trasmissione ha reso tutti i fatti in maniera molto esauriente, ma, al di là delle menzogne dette da alcuni dei politici intervistati, restano i dati: quello che sta succedendo ad Alitalia è avvolto nelle tenebre più fitte, visto che si è autorizzata la compagnia di bandiera ad ignorare tutte le leggi sulla trasparenza (al punto che la CONSOB l'ha esclusa dalle quotazioni in Borsa). Il destino e il numero degli esuberi è incerto. Il governo parla di 3250, ma se confrontiamo i 20000 dipendenti di Alitalia con i 12500 dipendenti della nuova società, la differenza è superiore ai 3250. Gli altri 3500 circa dipendenti? Facile che siano tutti coloro che figurano come precari (anche se lo sono da molti anni) e che adesso verranno semplicemente cacciati senza alcun paracadute sociale.

Nel frattempo i soldi dei cittadini italiani serviranno a ripagare i debiti di Alitalia, gli ammortizzatori sociali per il personale in esubero, ed altre spese viciniori, per una somma non inferiore ai 4 miliardi. Inoltre si pagherà anche il disturbo dato alla cordata CAI, ma per altre vie. Per esempio, sono stati tolti i vincoli per gli aumenti di biglietto alla società Autostrade per i prossimi 30 anni. Finora si potevano aumentare le tariffe solo se si effettuavano miglioramenti ed in proporzione ad essi. A partire dall'anno prossimo la società Autostrade, controllata da Benetton, uno dei soci della CAI, potrà aumentare le tariffe a proprio piacimento. E si parla di appalti per l'Expò di Milano del 2015 riservati ad altri dei soci della CAI. Il Ministro Scajola - intervistato durante la trasmissione di ieri - ha negato, ma il sospetto rimane forte.

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di Antonio Rispoli
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