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Chiusura dei distretti industriali: allarme di Patriciello


Chiusura dei distretti industriali: allarme di Patriciello
06/08/2010, 16:08

Sulle recente crisi che colpisce i distretti industriali del Mezzogiorno e sulla recente posizione della Commissione europea che ha bocciato la proposta di legge sulla etichettatura obbligatoria nel settore delle calzature e dell’abbigliamento, l’europarlamentare del PdL Aldo Patriciello, ha presentato un’interrogazione ed è intervenuto sul tema della crisi nel comparto tessile:
“Urge un piano alternativo per evitare il tracollo delle aziende che operano nel tessile dopo la presa di posizione della Commissione europea. Misure che tutelino tali realtà rispetto alla temibile concorrenza estera. Sono allo studio in sede europea alcuni progetti in attesa dei quali occorrerà predisporre un provvedimento legislativo che eviti, come attualmente avviene, numerosi contenziosi per le nostre imprese italiane. Le previsioni per l’autunno, inoltre, parlano di minori fondi a disposizione per la promozione all’estero del made in Italy e, tuttavia, in presenza di una contrazione dei consumi interni, sarà ancora più necessario scommettere sui prodotti nazionali. Si tratta di un tema che ha riflessi sul tessuto economico meridionale. Nel Molise, in particolare, dove per anni la realtà produttiva del tessile ha avuto un peso notevole nel volume del Pil, non solo con l’importante polo tessile in provincia di Isernia ma anche per la presenza di numerosissimi laboratori tessili medio-piccoli che hanno rappresentato una fonte di sostentamento per molte famiglie molisane. Per tale motivo osserveremo con attenzione le scelte e il futuro del complesso Itr di Pettoranello”.
Sull’argomento nuclei industriali e occupazione recentemente è stata presentata dall’On. Patriciello una interrogazione in cui si chiede alla Commissione di sostenere l’export del Sud Italia: “Si è sollecitata la Commissione ad adottare misure che invertano la tendenza occupazionale. L’Istat ha rilevato un crollo del tasso di occupazione nel Mezzogiorno: 113 mila posti persi, di cui 64 mila solo in Campania, 24 mila per la Puglia e 8 mila per la Basilicata. A ciò si accompagna la perdita di importanza dei distretti industriali del Mezzogiorno: Nocera Inferiore, Murgia, Matera, Bari, Lecce e lo stesso nucleo industriale di Isernia-Venafro che è ormai in procinto di chiudere”.

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di Redazione
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