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Cipro, l'ennesima mistificazione per il popolo del web


Cipro, l'ennesima mistificazione per il popolo del web
20/03/2013, 14:38

Alzi la mano chi sa cosa sta succedendo a livello economico a Cipro. Dopo di che alzi la mano chi lo sa veramente, senza le cretinate che in questi giorni viaggiano sui giornali e sulla rete. 
Può sembrare un "non-sense", ma è una domanda reale. Vediamo perchè.
Innanzitutto una premessa: Cipro è un'isola molto particolare. Ha una economia che è basata in piccole parti sulle risorse locali, in parte sul turismo, ma molto sulle banche. Le quali, per tutta una serie di motivi, ospitano non solo le ricchezze degli isolani, ma anche in parte dei greci, dei Paesi balcanici e degli oligarchi russi. Questo fa sì che ogni anno le banche, nel loro complesso, incassino qualcosa come 150 miliardi di euro. Una cifra enorme, se si pensa che il Pil dell'intera isola sono 18 miliardi di euro, circa l'1% dell'Italia. 
Il problema di Cipro (almeno quello che è apparso in questi giorni sui giornali) nasce per il fatto che il governo ha chiesto un aiuto all'Unione Europea per 17 miliardi. Cioè per una cifra quasi pari al Pil. Sarebbe come se l'Italia chiedesse un aiuto per 1500 miliardi. La risposta della Unione Europea è stata: "Vi diamo l'aiuto, ma solo per 10 miliardi. E prima dovete farci vedere da dove trovate gli altri 7". Da qui nasce l'idea - e non conta se l'ha avuta il governo greco o se arriva da Bruxelles - di tassare i conti correnti. Era l'unico modo per creare un aumento delle entrate della misura richiesta. Perchè è come se in Italia si dicesse di fare una manovra da 500 miliardi. Sarebbe fattibile in condizioni normali? Decisamente no. Quindi la tassazione dei conti correnti puntava a sfruttare l'enorme afflusso di soldi provenienti dall'estero per aiutare lo Stato. Proprio perchè a Cipro il sistema bancario ha questo sviluppo abnorme. 
In ogni caso, tutto è appeso al nulla: il Parlamento cipriota ha detto no alla proposta Ue, ed ora sta chiedendo aiuto alla Russia. Come andrà a finire si vedrà; nel momento in cui questo articolo viene scritto, peròm non si sa nulla. 
Quello che si sa è che anche in questo caso, come per le vicende islandesi, sul web è un fiorire di link falsi o che raccontano verità parziali, aggiustate ad hoc. 
Perchè purtroppo il problema è questo: chi legge non è capace (e neanche interessato, evidentemente) di fare un esame critico della situazione o delle notizie; e quindi diffonde notizie delle quali non sa nulla. E così si legge che Cipro (o i ciprioti) hanno sconfitto la Ue, che era una rapina della Ue, che dietro ci sono gli interessi delle banche tedesche (e potevano mai mancare?), e così via. La realtà è molto più semplice: le banche cipriote hanno forti collegamenti con la Grecia. I greci depositano soldi in Cipro, le banche greche possiedono azioni delle aziende cipriote e viceversa, e così via. E' chiaro che la crisi che ha colpito la Grecia con tanta pesantezza, di riflesso ha centrato anche Cipro. E in particolare quelle banche indirizzate più sulla Grecia che su altri Paesi. E il governo ha dovuto tenerle a galla. Il prestito serve esattamente a questo. 

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di Antonio Rispoli
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