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CISL denuncia: ecco dove sono finiti i soldi dei Campani


CISL denuncia: ecco dove sono finiti i soldi dei Campani
04/06/2010, 16:06

Napoli, 4 giugno. «Ecco dove sono finiti i soldi dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie campane: a finanziare progetti ai Caraibi. E poi si parla di sforamento del patto di stabilità per aver finanziato ammortizzatori sociali e imprese» ha dichiarato Lina Lucci, Segretario Generale Cisl Campania, in merito alla notizia che la giunta Bassolino avrebbe stanziato 662mila euro per insegnare la differenziata ai cubani.
«In questa Regione, vale la pena ricordarlo, c’è una città capoluogo, dove la Tarsu costa ogni anno 170mila euro, con una società, l’Asia, indebitata di 15milioni euro; ed oggi il Comune di Napoli si appresta a contrarre un mutuo di ulteriori 35milioni di euro che colpirà ancora una volta i cittadini, i pensionati e le famiglie, a causa dell’incapacità e, in alcuni casi, della disonestà di chi ci governa. Chiediamo al governatore Stefano Caldoro non solo di continuare questa opportuna verifica degli sprechi, ma di andare oltre e di avviare una stagione politica esemplare (innovativa per questa Regione): chi sbaglia paga!».
«Il che non significa “riciclare”, è proprio il caso di sottolinearlo, quei soggetti che ancora occupano le aree di Coordinamento (21), di Settore (120) o di Servizio (360) e che sono corresponsabili del tracollo campano. Sarebbe opportuno puntare invece sul personale di ruolo altamente competente e professionalizzato (meno di 300) e che, per almeno la metà, ha superato prove selettive concorsuali e che in gran parte, in questi anni, sotto ricatto, è stato di fatto esautorato del proprio ruolo. I dirigenti di servizio, ad esempio non hanno avuto e non hanno la possibilità di rappresentanza esterna in quanto quest’ultima è affidata solo ai capi settore che sono figli di scelte discrezionali della politica.
Inoltre – ha continuato Lucci – ci andremmo cauti nell’affermare che in Campania siamo intervenuti adeguatamente per il sostegno al reddito, intanto lo abbiamo fatto solo per Fiat e tante sono le criticità che stanno emergendo e che pure avevamo denunciato (i lavoratori pagano 408 euro di tasse su 900 euro di benefici).
E poi la Cisl, tempo fa, aveva chiesto di estendere il sostegno al reddito anche ad altri settori e ad altre tipologie di lavoratori, ma su questo la Regione ha perso tempo.
Questo spiega perché continueremo a tenere i riflettori accesi soprattutto sulle risorse da destinare al lavoro e alla formazione.
Ed è proprio su quest’ultima partita la Cisl rivolge un appello agli imprenditori affinché siano più responsabili ed invertano la rotta in tempi brevi. D’ora in poi bisogna avviare una nuova programmazione per tutti quei progetti che in questi anni hanno sostanzialmente sottratto fondi alla collettività, senza produrre sbocchi occupazionali. La formazione non dovrà più essere considerata uno strumento di parcheggio o un mero ammortizzatore sociale così come l’arma del ricatto, da parte dei corsisti, non dovrà più essere usata come unico strumento di protesta.
All’assessore al Lavoro Severino Nappi, che siamo certi per brevità dei tempi a disposizione ha dovuto riproporre un modello che noi abbiamo condannato, chiediamo di cambiare radicalmente rotta rispetto al passato. Si preveda, per esempio, anche la possibilità che, negli appalti pubblici e privati, si vincolino le imprese aggiudicatrici all’assunzione di una quota dei disoccupati e dei lavoratori e in mobilità, adeguatamente qualificati. Se questi ultimi dovessero rifiutare questa opportunità è giusto revocare qualsiasi forma di sostengo e di accompagnamento al lavoro, se le imprese – dal canto loro – non dovessero rispettare il patto occupazionale sarà giusto revocare i finanziamenti» ha concluso Lucci.

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di Redazione
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