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Cola: Fare impresa in Campania significa sostenere costi elevati


Cola: Fare impresa in Campania significa sostenere costi elevati
05/05/2009, 15:05

Si stanno manifestando con asprezza gli effetti della crisi finanziaria mondiale sull'economia reale napoletana. Il quadro congiunturale è bruscamente peggiorato negli ultimi mesi del 2008. Il crollo delle esportazioni nel quarto trimestre (-16,2 per cento rispetto al trimestre precedente), insieme con quello degli investimenti, ha determinato una forte flessione dei ritmi produttivi, con una ulteriore contrazione nei primi mesi di quest'anno. I consumi delle famiglie sono anch'essi diminuiti, nonostante il calo dell'inflazione, frenati anche dall'incertezza sulle prospettive occupazionali. Il tasso di disoccupazione dell'area è in aumento, a ritmi crescenti, dall'inizio del 2008.
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E’ quanto emerge dal Rapporto 2009 redatto dal Servizio Statistica della Camera di Commercio di Napoli in occasione della settima ‘Giornata dell’Economia’, voluta da Unioncamere, in programma venerdi’ prossimo, 8 maggio, alle ore 10.00, nella sede dell’ente camerale partenopeo (Piazza Bovio) e che sara’ conclusa dal presidente nazionale, Andrea Mondello.
In questa edizione sarà presentata anchel’indagine realizzata per cogliere il punto di vista (il sentiment) delle aziende napoletane sui primi effetti della crisi economica e finanziaria.
 
‘’Fare impresa nella nostra provincia - dice Gaetano Cola, presidente di Unioncamere Campania e della Camera di Commercio di Napoli - significa sostenere maggiori costi di gestione rispetto alle imprese del Nord del Paese per effetto di fattori esterni negativi come criminalità, credito, energia, mercato del lavoro, infrastrutture economiche, pubblica amministrazione, servizi alle imprese, sistemi di innovazione, tutti fattori che producono maggiori costi e minori ricavi per le imprese napoletane. Occorrono pertanto interventi straordinari per ridurre il divario territoriale aggravato dall’attuale grave crisi economica. Quali le contromisure? Noi riteniamo che nel quadro della nuova legge sul federalismo fiscale il Governo debba prevedere per le nostre imprese una “fiscalità compensativa” che tenga conto dei maggiori costi sostenuti dovuti al gap localizzativo’’

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di Redazione
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