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Lo spread cala poi risale, altalena delle borse europee

Collocati i bot italiani, ma chiusura in negativo


Collocati i bot italiani, ma chiusura in negativo
28/12/2011, 18:12

MILANO - E' andata molto meglio di quanto si potesse prevedere, l'asta - fatta oggi - per il collocamento di 9 miliardi di Bot semestrali, con scadenza al 30 giugno 2012. Le richieste sono state così alte che l'interesse è crollato al 3,2%, meno della metà di quanto si era ottenuto a novembre, quando l'interesse da pagare era stato quasi il 7%. A far crollare i rendimenti, probabilmente, anche il fatto che molte banche, incassati capitali freschi dalla BCE ad un tasso vantaggiosissimo (hanno ricevuto quasi 500 miliardi per tre anni con un interesse dell'1%), hanno deciso di investirli in titoli di Stato. C'è da sperare che la stessa cosa accada domani, quando verranno collocati Btp per 8,5 miliardi di euro.
Andamento ballerino anche per lo spread, cioè il differenziale tra i titoli di Stato italiani a 10 anni e gli omologhi tedeschi. Questa mattina è salito fino a 522 punti ma, dopo l'asta dei Bot, è sceso, ed alle 11.30 è intorno ai 480 punti,cosa che pone gli interessi per i Btp italiani intorno al 6,7%.

Nel pomeriggio la situazione è peggiorata fino alla chiusura in negativo. Le borse europee hanno vissuto una giornata altalenante. Dopo un avvio negativo a dar fiato ai listini aveva contribuito il buon esito delle aste di Bot e Ctz con tassi in calo e quindi con un alleggerimento del costo debito per l'Italia. Piazza Affari è così arrivata a guadagnare circa un punto percentuale per poi tornare in territorio negativo e chiudere in calo dello 0,85%. Londra ha perso lo 0,10%, Parigi l'1,03%, Francoforte il 2,01%.

In un anno Piazza Affari giù del 25%
L'indice Ftse Mib dei titoli principali di Piazza Affari ha perso il 25,28% nel 2011, a fronte di un calo del 12% registrato a fine 2010. Lo afferma Borsa Italiana, la società che gestisce il mercato, spiegando che in un anno la piazza milanese ha raggiunto una capitalizzazione di 333,3 miliardi di euro, pari al 20,7% del Pil (era al 27,6% a fine 2010).

Aggiornamenti a cura di Valerio Esca

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di Antonio Rispoli
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