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Come opporsi a una cartella esattoriale


Come opporsi a una cartella esattoriale
15/10/2013, 16:36

Può capitare, e non è mai un evento piacevole, di ricevere una cartella esattoriale.
La cartella esattoriale è il documento, inviato dall’agente della riscossione su incarico dell’ente creditore, in cui in genere sono riportate tutte le informazioni utili, tra cui l’ente che richiede il pagamento, il nominativo del debitore, la somma da versare, le procedure che saranno attivate in caso di mancato pagamento nel termine indicato, che è di solito 60 giorni.
Come fare, se si ritiene di non dover pagare la somma richiesta?
Lo chiarisce il primo comma dell’articolo 22 della legge n. 689 del 1981. La norma recita: “Contro l’ordinanza-ingiunzione di pagamento e contro l’ordinanza che dispone la sola confisca, gli interessati possono proporre opposizione davanti al giudice del luogo in cui è stata commessa la violazione (…) entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento”.
Lo strumento giuridico per far valere le proprie ragioni è dunque l’opposizione.

Il termine dei trenta giorni in diversi casi può raddoppiare. Con un’ordinanza del 2011, la n. 3009 del 7 febbraio di quell’anno, la Terza Sezione della Corte di Cassazione ha chiarito che il termine per la prescrizione diventa di sessanta giorni nelle seguenti circostanze:
la cartella esattoriale non è stata preceduta dalla notifica di ordinanza-ingiunzione;
la cartella non è stata preceduta dalla notifica del verbale di accertamento;
in ogni caso, il destinatario della notifica della cartella è venuto a conoscenza dell’ordinanza-ingiunzione o del verbale per la prima volta con la notificazione della cartella esattoriale. In genere quest’ultima ipotesi si concretizza allorché vi siano vizi della notifica. (Fonte: Lepre Group)

 

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di Redazione
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