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CONCLUSA LA TRATTATIVA CON I SINDACATI; PER CAI COMINCIA LA PARTE PIÙ DIFFICILE


CONCLUSA LA TRATTATIVA CON I SINDACATI; PER CAI COMINCIA LA PARTE PIÙ DIFFICILE
01/10/2008, 08:10

Con la sofferta firma dei piloti e del personale viaggiante, si è conclusa la trattativa tra la nuova Compagnia Aerea Italiana ed il Sindacato sul piano degli esuberi e sulla riduzione del salario ai lavoratori , anche attraverso una nuova organizzazione del lavoro ed un aumento della produttività.

Senza questo passaggio determinante la nuova società non sarebbe mai partita, poiché non era in condizione di affrontare una esposizione economica su i salari tanto cospicua, di fronte ad un continuo saliscendi del prezzo dei carburanti, che sono un costo non comprimibile per l’azienda.

Infine, la grave crisi economica che sta travolgendo le Borse di tutto il mondo, non consente più alle Banche di sostenere esposizioni finanziarie di Società, senza garanzie certe: il rischio del fallimento è sempre dietro l’angolo in periodi di recessione.

Bisogna subito ribadire, quello che abbiamo più volte affermato, che la C.A.I. non è e non sarà mai l’Alitalia. Quella compagnia aerea nazionale è definitivamente morta, con sentenza del tribunale di Roma, portandosi dietro un deficit di ben un miliardo e settecento milioni di euro che saranno pagati dai contribuenti.

La C.A.I. è una nuova società che sarà molto più piccola della Alitalia, completamente privata e che adesso si trova nella condizione di far partire i suoi aerei e prendere concretamente il volo.

Il primo scoglio che il management della Compagnia aerea si troverà a dover superare è la concreta costituzione della Società per Azioni, non ancora strutturata e la conseguente quotazione in Borsa con il rischio che questo comporta. Non si conosce ancora il valore delle azioni CAI, ne tanto meno è ipotizzabile il gradimento del Mercato azionario in una fase di profonda crisi, come è questa che stiamo attraversando.

Il secondo problema che la nuova Compagnia deve risolvere è la scelta di un partner per affrontare il mercato internazionale per dimostrare di essere in possesso del know - how necessario per garantire qualità e sicurezza del trasporto.

Le uniche due Compagnie interessate sono la tedesca Lufthansa e la solita Air France: la prima chiede di partecipare con il 49% alla proprietà, assicurando il pieno utilizzo di Malpensa; la seconda offrendo il 20% di partecipazione alla proprietà, mantenendo Fiumicino come Aeroporto di riferimento.

E’ evidente che il Governo sarebbe per la Compagnia tedesca per poter risolvere le questioni finanziarie ed economiche di Milano e della Lombardia, ma in questo modo la sbandierata italianità della CAI sarebbe smentita, perché la nuova Compagnia aerea italiana sarebbe una società italo - tedesca e non si capirebbe perché il contribuente italiano deve pagare i debiti di Alitalia per garantire ad una società a meta tedesca di prendere in mano tutto il trasporto aereo italiano.

D’altra parte se Air France dovesse essere la Compagnia prescelta, otterrebbe con un investimento di soli 500 milioni di euro, quello, che fino a sei mesi fa, doveva pagare quattro miliardi e settecento milioni di euro.

Questa seconda opzioni sarebbe un vero schiaffo a tutti gli italiani, pagare i debiti Alitalia , mentre Air France ottiene quello che vuole senza rischio di impresa.

Come si vede la lunga vicenda della Compagnia aerea italiana non è finita, siamo solo all’inizio.

 

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di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco
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