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Confcommercio: Russo attacca il piano commerciale varato dal Comune di Napoli


Confcommercio: Russo attacca il piano commerciale varato dal Comune di Napoli
26/01/2011, 16:01

Non usa mezzi termini il presidente napoletano di Confcommercio Napoli per rispondere all’ottimismo con cui è stato presentato ieri il nuovo piano commerciale della Città di Napoli varato dal Comune. “Siamo in presenza di un vero e proprio disastro – ha commentato infatti Pietro Russo – consumato ai danni delle piccole imprese cittadine. Nonostante i ripetuti incontri con l’assessore deputato Mario Raffa, che pure io stimo come persona e come professionista, quello che la giunta comunale ha approvato è un atto a solo vantaggio della grande distribuzione, che adesso potrà agire indiscriminatamente danneggiando quelli che sono gli esercizi di vicinato, ovvero i piccoli negozi come le salumerie e le macellerie che a poco a poco rischiano di scomparire dal centro storico. Viene spontaneo chiedersi come mai, dopo tanti anni di lungaggini per l’approvazione del piano, quest’atto sia stato deliberato proprio a poche settimane dalla scadenza del mandato. E nessuno si stupirebbe se, ad esempio, tra qualche mese si dovesse venire a sapere che ancora un altro cinema, come ad esempio l’Adriano di via Monteoliveto, fosse stato trasformato in un supermercato. Il tutto, va detto, in barba alle esigenze dei commercianti napoletani che pure avevamo manifestato in questi mesi nel corso di numerose riunioni e attraverso altrettanto numerosi carteggi. Ancora una volta, insomma, l’amministrazione ha ignorato le istanze del terziario che pure rappresenta il volano dell’economia locale”.

Queste, di seguito, le obiezioni mosse già nei giorni scorsi pubblicamente da Confcommercio:

· viene di fatto ribadita, in difformità col vigente Piano, l’estensione all’intero territorio comunale della possibilità di insediare nuove strutture di media e grande distribuzione, considerato che il PRG vieta esplicitamente la presenza delle sole grandi strutture unicamente nella sottozona BA ;

· é confermata anche la deroga generalizzata per le medie e grandi strutture insistenti in zone pedonali, ZTL, nodi di interscambio ferroviario, portuale, etc all’obbligo di disporre delle aree di parcheggio previsto dalla L. 1.2000; a poco vale che tale deroga sia limitata alle medie miste ed alle grandi strutture non alimentari, per quanto riguarda zone pedonali e ZTL, poichè uno dei nodi focali di discussione sullo sviluppo della distribuzione è rappresentato proprio dall’opportunità di realizzare grandi complessi commerciali nelle aree e negli edifici portuali e ferroviari liberi, situati nel cuore del centro cittadino e potenzialmente devastanti per i delicati equilibri delle zone vicine;

· per quanto riguarda i cd. “contenitori dismessi”, pur essendo apprezzabile la previsione di un periodo temporale di inattività per alcune tipologie di edifici prima del riutilizzo, appare impossibile valutare l’impatto della riconversione degli immobili dismessi in mancanza di un censimento degli stessi, anche se è nota la disponibilità in aree centrali o limitrofe di numerosi immobili, già adibiti ad attività produttive, abbandonati da molti anni.

· mancano indicazioni attuative che rendano concrete alcune condivisibili premesse contenute nella delibera al punto 1.1 (individuare “criteri più rigorosi di qualità e di compatibilità urbanistica ed ambientale delle medie e grandi strutture di vendita”) ed al punto 1.5 (“prevedere più stringenti forme di tutela del tessuto commerciale tradizionale”), essendo apprezzabile ma certamente non sufficiente allo scopo il riconoscimento degli “esercizi storici” e la relativa disciplina.

Il “combinato disposto” dei fattori elencati non scongiura il rischio di una ulteriore proliferazione indiscriminata di grandi strutture commerciali, in un momento nel quale strutture di recentissimo avviamento, anche in pieno centro cittadino, hanno già dispiegato effetti particolarmente negativi sul tessuto commerciale circostante, mentre altre megastrutture autorizzate negli anni passati si aggiungeranno a breve in un mercato in profonda crisi, già ingolfato ed enormemente sovradimensionato rispetto alla domanda

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di redazione
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