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Confidi, in arrivo interventi legislativi per rafforzarne la patrimonializzazione


Confidi, in arrivo interventi legislativi per rafforzarne la patrimonializzazione
19/09/2010, 11:09

“La conoscenza del territorio e la gestione oculata delle garanzie da parte dei confidi hanno consentito a molte piccole e medie aziende di superare la crisi. Ma ciò non basta. E’ indispensabile, ora, una stagione legislativa che miri al rafforzamento patrimoniale dei confidi. L’intervento legislativo del governo in materia di credito ha aperto scenari interessanti per tutta la materia. In questo senso, l’emissione di bond garantiti dal sistema pubblico realizzeranno quel successo che darà linfa al settore produttivo delle pmi”.
Lo ha detto il parlamentare Alessandro Pagano, componente della Commissione finanza della Camera dei deputati, intervenendo al convegno che si è svolto presso il Teatro di Corte della Reggia di Caserta, sul tema: “Uscire dalla crisi, il ruolo dei confidi”.
Organizzato da Federconfidi, la federazione di rappresentanza dei confidi di area confindustriale, con la collaborazione di Gafi Sud, il confidi casertano guidato da Rosario Caputo e che è tra più strutturati del Mezzogiorno, in effetti quello della patrimonializzazione, in uno con la valutazione de rating aziendale da parte delle banche, soprattutto alla luce delle regole stringenti di Basilea 2 e, ora, anche di Basilea 3, sono stati i veri argomenti all’ordine del giorno del dibattito.
Il seminario è stato articolato in due tavole rotonde, cui hanno partecipato esponenti del mondo bancario, della banca d’Italia (è intervenuto il direttore centrale dell’Area Vigilanza, Stefano Mieli) e dei vertici di Confindustria (la vice presidente Cristiana Coppola e il presidente della Piccola Industria Vincenzo Boccia), e introdotto dalle relazioni del presidente di Federconfidi, Francesco Bellotti, e dai saluti istituzionali del presidente di Confindustria Caserta, Antonio Della Gatta, e dell’assessore provinciale alle Attività produttive, Carlo Puoti.
A fare gli onori di casa, naturalmente, il presidente di Gafi Sud, Rosario Caputo, che è stato anche protagonista di un simpatico siparietto, all’inizio dei lavori, allorquando – nella sua veste di patron della massima squadra di basket cittadina – ha regalato al presidente Bellotti la maglia numero uno della Pepsi-Juve Caserta, formato Eurolega.
E proprio Caputo, prima, e il presidente di Federconfi, poi, hanno ricordato la necessità di regole nuove che consentano ai confidi di liberare quote finanziarie per meglio rispondere alle esigenze delle aziende e contemporaneamente di evitare la sovrapposizione di servizi da parte di più soggetti. “Siamo un paese – ha detto Bellotti – in cui troppi soggetti fanno le stesse cose e spesso anche male”. Ovviamente, senza per questo tradire l’elemento costitutivo dei confidi, che è rappresentato dalla natura mutualistica e senza mai interrompere il dialogo con il sistema bancario, che deve essere sempre costante e costruttivo. E chiedendo allo Stato, con fermezza, di fare la propria parte, evitando lo spreco di risorse pubbliche e rispettando gli impegni assunti.
“I ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione, i vincoli del patto di stabilità, la fotografia dello stato di salute delle aziende emerse dai bilanci e le sofferenze bancarie accumulate dalle aziende lo scorso anno, nel pieno della crisi, hanno determinato una situazione che dire critica è poco”, ha ricordato Della Gatta. Il quale ha anche messo in guardia dai rischi connessi all’introduzione delle regole di Basilea 3: “Alla luce di questo accordo – si è chiesto il presidente degli industriali di Caserta - in futuro quale sarà il livello di leva finanziaria che potremmo chiedere ad una banca per un nuovo investimento? E come potremmo colmare il maggiore livello di patrimonializzazione richiesto?”.
“In questo contesto – ha sottolineato Rosario Caputo – è indispensabile che nel criterio di valutazione del rischio aziendale da parte delle imprese, al di là del mero giudizio quantitativo, assuma un ruolo determinante l’aspetto qualitativo dell’impresa”. Un elemento, questo – è stato da più parti ricordato – che può essere soppesato appieno soltanto da chi ha una conoscenza approfondita delle aziende, e dunque, dai confidi, che ne conoscono storia, imprenditori, il territorio, i progetti di sviluppo. Ma è anche un contesto, per cui, “è diventata indispensabile e urgente ormai la presenza e l’azione della Banca del Mezzogiorno”, ha ricordato il vice presidente nazionale di Confindustria, Cristiana Coppola.
Infine, la chiusura del presidente della Piccola industria di Confindustria, Enzo Boccia, che non ha lesinato dure critiche alla Lega e a quanti parlano di territorio e di divisioni: “Questo è il tempo – ha detto – in cui bisogna interrogarsi su che cosa e come farlo, per uscire dalla crisi, e non di dove allocare un ministro”. Anche se per Boccia, in fondo, “l’importante non è andare d’accordo, ma andare tutti nella stessa direzione”.

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di Redazione
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