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I dati nel il 2013 e 2014 migliori delle previsioni

Confindustria ottimista: "La recessione in Italia è finita"


Confindustria ottimista: 'La recessione in Italia è finita'
11/09/2013, 10:10

ROMA - Secondo il Centro Studi di Confindutria, l'Italia è ad un punto di svolta, per uscire dalla crisi. Infatti, il CSC sostiene che a fine 2013 il Pil calerà dell'1,6% e non dell'1,8% come dicono le istituzioni economiche come la Bce e il Fmi; mentre per l'anno prossimo ci sarà una crescita dello 0,7%, superiore allo 0,5% finora previsto. 
Ma da viale dell'Astronomia specificano che i dati sono ancora incerti: "Non c'è un pilota automatico da inserire, la rotta è tutt'altro che sicura e tracciata. Al contrario, occorre fare tutto il possibile per evitare ricadute recessive o arretramenti competitivi. La precarietà politica interna espone l'italia a una maggiore diffidenza degli investitori esteri, contribuendo a tenere ampio lo spread, indebolisce le iniziative di modernizzazione del paese, impedisce il pieno recupero di fiducia in un progetto paese, tiene basse la competitività e la crescita potenziale. La stabilità, che non è sinonimo di immobilismo, diventa allora il primo tassello nel mosaico del rilanci". 
Ci dovrebbero essere buoni risultati anche col deficit pubblico, al -3% nel 2013 e al  -2,6% nel 2014 (quindi ben lontani dal pareggio di bilancio per cui il governo Berlusconi e il governo Monti hanno fatto manovre economiche per oltre 300 miliardi in totale, tra il 2010 e il 2012, ndr). Il debito pubblico invece è in salita costante: 131,7% rispetto al Pil nel 2013, 132,3% nel 2014. Come riuscirà il governo a tagliare, secondo il fiscal pack, a scendere al 129% nel 2015?

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di Antonio Rispoli
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