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Enrico Bondi sarà il Commissario per razionalizzazione spesa

Consiglio dei Ministri: più di 4 miliardi di tagli nel 2012

La spending review sarà gestita da un Comitato dei ministri

Consiglio dei Ministri: più di 4 miliardi di tagli nel 2012
30/04/2012, 20:04

ROMA - All'ordine del giorno nel Consiglio dei ministri iniziato questo pomeriggio non c'è solo la spending review, il taglio alle spese, ma anche il riordino della Protezione civile e il regolamento per l'unificazione del fondo antiracket e antimafia. Ai partiti di maggioranza e opposizione interessa soprattutto sapere dove il governo intende tagliare, dal momento che il mirino della razionalizzazione della spesa pubblica dovrebbe interessare cinque ministeri: Interni, Giustizia, Difesa, Istruzione ed Esteri. L'obiettivo è quello di arrivare al pareggio di bilancio nel 2013 ed evitare l'aumento dell'Iva a ottobre.
Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha messo le mani avanti sul piano elaborato dal ministro per i Rapporti col Parlamento Piero Giarda: "Adesso non ci sono francamente i margini ad esempio per tagli alla scuola. Ok la spending review. Si può incidere sul settore della spesa della pubblica amministrazione, ad esempio, l'acquisto di beni e servizi, ma non si può tagliare su stato sociale o istruzione, sul lavoro e sugli investimenti perché altrimenti crolliamo". Anche il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto ha chiesto al governo interventi selettivi: "E' chiaro che bisogna usare il bisturi e non l'accetta. Mentre possono essere ridimensionate le spese inerenti il personale amministrativo, è necessario prestare molta attenzione a non tagliare le psese per quanto riguarda la sicurezza in quanto tale".
Intanto, fuori Palazzo Chigi il senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica ha scelto di fare un mini presidio per illustrare una spending review alternativa. Pedica ha dichiarato di voler incontrare il ministro Giarda per chiedergli di firmare il referendum per abrogare i rimborsi ai partiti: "L'ho già chiesto al ministro Riccardi, ma lui ha storto la bocca ed è andato via". Una critica al governo è arrivata anche dal presidente dei Verdi Angelo Bonelli, attraverso una nota: "La spending review è l'alibi per nuovi e irrazionali tagli alla scuola, alla sanità, alla sicurezza e al trasporto pubblico che sono servizi essenziali per i cittadini italiani. A pagare il conto della crisi non possono essere sempre pensionati, precari, lavoratori dipendenti e le famiglie, mentre non è stata varata nessuna patrimoniale sui grandi patrimoni e chi occulta illegalmente capitali in Svizzera continua a non pagare un centesimo".
Se fuori al Palazzo aumentano di ora in ora i commenti dei partiti politici, dal Consiglio dei Ministri inizia a filtrare qualche indiscrezione. L'ex commissario straordinario per il risanamento di Parmalat Enrico Bondi potrebbe diventare commissario per i beni e servizi dell'amministrazione statale. Si troverebbe ad affiancare così l'esecutivo e in particolare il ministro Giarda nell'opera di revisione della spesa pubblica. Anche su questa indiscrezione è subito polemica. "L'ipotesi di un commissario straordinario che aiuti il ministro Giarda per rivedere le spese del nostro governo sembra davvero grottesca - ha dichiarato la parlamentare del Pdl Beatrice Lorenzin -. Se questi ministri tecnici non sono sufficienti a fare le riforme di propria competenza, è bene che Monti proponga a Napolitano la nomina di un altro ministro".

AGGIORNAMENTO ORE 20:50

Sono 4,2 i miliardi che dovrà risparmiare il governo nel 2012. E' quanto stabilito al termine della riunione del Consiglio dei ministri, durata oltre 5 ore. Entro il 31 maggio i singoli ministri dovranno presentare i rispettivi piani di riduzione dei costi. La revisione della spesa pubblica sarà affidata a un Commissario straordinario, già individuato in Enrico Bondi, per il quale sarà preparato un decreto legge del Consiglio dei Ministri che prevede l'istituzione di una nuova figura: Commissario per la razionalizzazione della spesa per gli acquisti di beni e servizi. L'incarico non potrà durare più di un anno e sarà focalizzato solo su un settore della spesa pubblica, quello dell'acquisto di beni e servizi. La spending review sarà gestita da un Comitato dei ministri per la revisione della spesa pubblica, presieduto dal presidente del Consiglio Mario Monti, dal ministro delegato per il programma di governo Piero Giarda, dal ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi, dal viceministro dell'Economia Vittorio Grilli e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Antonio Catricalà.
Sono 11 i punti della bozza di direttiva predisposta dalla presidenza del Consiglio dei ministri per la definizione della spending review. Si va dalla riduzione della spesa per l'acquisto di beni e servizi al ridimensionamento delle strutture dirigenziali e il compattamento di uffici e amministrazioni. Dovranno essere eliminate "le spese non indispensabili e comunque non strettamente correlate alle missioni istituzionali". Si dovrà procedere anche "all'accorpamento degli enti strumentali e vigilanti e delle società pubbliche". In ultima analisi è prevista "l'eliminazione di spese di rappresentanza e spese per convegni, salvo casi eccezionali come i rapporti con le autorità estere".

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di Emanuele De Lucia
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