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Il ministro dell’Economia Tremonti smentisce le voci

Conti pubblici: “nessuna manovra correttiva nel 2010”


Conti pubblici: “nessuna manovra correttiva nel 2010”
08/04/2010, 20:04

ROMA – “A giugno non ci sarà nessuna manovra correttiva”: il ministro dell’Economia Giulio Tremonti smentisce le voci circolate sulla manovra “d’estate”. Nel 2011 però il governo dovrà rispettare gli impegni presi in sede europea. “Confermo l’impegno della Repubblica italiana ad una correzione dello 0,5% del Pil nel 2011 - ha dichiarato Tremonti ai giornalisti - . Smentisco l’ipotesi di una manovra correttiva già quest’anno”. Secondo le indiscrezioni circolate, la manovra serviva a coprire le spese necessarie e non a correggere il deficit. Stando ad alcune fonti parlamentari, sarebbe necessario reperire per le sole spese correnti almeno 4-5 miliardi di euro. Una cifra considerevole. Un provvedimento che i tecnici del Ministero – secondo le indiscrezioni trapelate – starebbero preparando per giugno. Tra i fondi necessari, quelli per il rifinanziamento delle missioni all’estero per il secondo semestre 2010. Una notizia già smentita dal viceministro dell’economia Giuseppe Vegas che aveva liquidato le voci sulla manovra, limitandosi a dire: “Mai saputo niente”. Sulla questione è intervenuto anche il capogruppo Pd in commissione Bilancio Pierpaolo Baretta che ha dichiarato: “Il solo fatto che emerga l’esigenza di una manovra correttiva è la dimostrazione delle difficoltà reali della finanza pubblica. Difficoltà che il governo continua a negare”. Parole forti. “Il bisogno di finanziare la spesa corrente  - prosegue Baretta - è la prova che i conti sono fuori controllo. Solo pochi mesi fa è stato fatto un condono con lo scudo fiscale e ora siamo punto e a capo”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il capogruppo dell’Italia dei valori Massimo Donadi che ha affermato: “Le voci sulla manovra correttiva sono preoccupanti. I conti dello Stato già sono in rosso ed una manovra per coprire altri buchi rivela una situazione allarmante. Tremonti venga subito in Parlamento a spiegare la situazione, senza ricorrere a trucchi ed espedienti creativi”.

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di Antonella Losapio
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