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Continuano i lavori del festival dell'economia


Continuano i lavori del festival dell'economia
04/06/2011, 09:06

Una sociologa e un economista a confronto sul senso civico degli italiani - Da anni si discute del debole spirito civico degli italiani. Lo si tira in ballo spesso per spiegare la bassa qualità della classe politica ed è stato ampiamente rievocato di fronte all'eccezionale faziosità dello scontro politico attuale. Le cose però non stanno esattamente così. Che gli abitanti del Belpaese abbiano la tendenza a lamentarsi e siano sfiduciati verso gli altri, le istituzioni ed i partiti è fuori dubbio. Che si siano sentiti più sudditi che cittadini, pure. Ma una cosa è certa: siamo meno caricaturali di come gli stranieri ci dipingono.

Tavola rotonda alla Facoltà di Sociologia, moderata da Vittorio Agnoletto - Con 230 milioni di migranti che girano per il mondo; con una globalizzazione non solo dei mercati, ma anche della criminalità che ha diramazioni planetarie; con politiche di difesa, di respingimento e di selezione degli ingressi che in realtà si trasformano esse stesse in cause primarie di clandestinità e di scivolamento nella criminalità; con l'aggravarsi sempre più drammatico del fenomeno della tratta o del traffico di esseri umani, consenzienti o meno, rischiamo di non avere più gli strumenti adatti per governare la crescita, di non saper dare risposte ai problemi che nascono dalla fame nel mondo, dalle miserie, dalle guerre. Di questo s'è parlato alla Facoltà di Sociologia, con una tavola rotonda su "Immigrazione e lotta al traffico di esseri umani tra diritti, sicurezza e mercato del lavoro", moderata da Vittorio Agnoletto e alla quale hanno partecipato operatori del sociale, sindacalisti e tecnici del settore.

Raffaele Cantone e il libro “I gattopardi. Uomini d'onore e colletti bianchi" -
“Questo libro nasce dal tentativo di dimostrare che non c'è una linea marcata di confine fra la società civile e la criminalità organizzata. Le mafie moderne permeano in molti aspetti della società civile e non sono più soltanto delle organizzazioni criminali, ma vere e proprie società di servizi che attecchiscono soprattutto dove lo Stato è assente”. Con queste parole Raffaele Cantone, magistrato, ha presentato, per la rassegna “Incontri con l'autore”, il libro “I gattopardi. Uomini d'onore e colletti bianchi: la metamorfosi delle mafie nell'Italia di oggi” edito da Mondadori (collana Strade blu) e scritto sotto forma di conversazione con Gianluca Di Feo. Le mafie, quindi, non più come anti-Stato, bensì come organizzazioni che offrono servizi alle imprese e conquistano consenso attraverso i rapporti con le istituzioni, ma anche sfruttando la “pubblicità” del calcio. Insomma, non più con la pistola nascosta nella fondina, ma semmai appoggiata sul tavolo.

Parla Federico Rampini, il corrispondente da New York de "La Repubblica" - "I confini dello sviluppo si stanno dilatando e l'ombelico del mondo non è più rappresentato dai Paesi Sviluppati che compongono il G8". Di questo Federico Rampini non ha dubbi: "Il 21esimo secolo non lo decidiamo più noi, il baricentro dell'economia si sta spostando in Asia". E Obama ha compreso questo processo: "È attualmente uno degli statisti più interessanti, ha una visione straordinariamente moderna del mondo". Saggista, editorialista e corrispondente da New York del quotidiano "La Repubblica", Federico Rampini è stato intervistato dal direttore de "Il Trentino", Alberto Faustini, al Teatro Sociale, nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento.

Le speranze della rivolta, la tragedia dei morti, le contraddizioni -
Il ruolo dei media. La presenza di giovani. La sospettata influenza del fanatismo religioso. L'ondata migratoria. Il possibile contagio verso l'Africa subsahariana. La guerra in Libia. In un'espressione, al momento molto in voga, la Primavera Araba è stata al centro dell'incontro con Angelo Del Boca, narratore, saggista, storico del colonialismo italiano in Africa e in Libia in particolare. Lo studioso, uno dei meglio attrezzati e più cercati per parlare di questo fenomeno, non ha esitato a criticare duramente la posizione sostenuta da alcuni Stati europei e dell'Italia in particolare.

L'investimento pubblico e la politica nell'analisi di Alberto Alesina - Tema cruciale della discussione con Alberto Alesina - alla Sala Filarmonica - è se sia possibile, ed entro quali margini, tagliare la spesa pubblica ed essere comunque rieletti. Qual è la relazione tra i tagli, o la razionalizzazione dell'investimento pubblico, e la conseguente rielezione dello stesso partito di governo? L'opinione comune, oppure la saggezza popolare, come viene definita dall'economista Alberto Alesina, ci porterebbe a pensare che tagliare abbia dei costi e delle conseguenze politiche molto forti. Ossia che la riduzione della spesa pubblica porti alla sconfitta elettorale, e che solo per questo viene procrastinata.

Alan Kruger analizza una riforma epocale che vuole e può cambiare la storia - E’ stata approvata dal Congresso ed è stata firmata dal presidente Obama nel marzo dello scorso anno. Stiamo parlando di uno dei cambiamenti più radicali che l’America tutta si appresta ad affrontare, con molte luci e ombre. Un sistema sanitario, quello americano, che è fortemente basato sui contributi del datore di lavoro e sull’erogazione privata di servizi, in un Paese dove nel 2009 il 16,7 per cento della popolazione, soprattutto lavoratori a basso reddito e giovani adulti, non avevano assicurazione sanitaria. Nel 2014 scatterà l’obbligo di assicurazione sanitaria per tutti i cittadini, una data attesa con speranza da molti ma nello stesso tempo con timori e diffidenza da molti altri.

"Garantiamo i diritti e trasformeremo i sudditi della mafia in cittadini nostri alleati" -
Gian Carlo Caselli, procuratore capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, è stato il protagonista dell'atteso incontro al teatro Sociale nel corso del quale si è esplorata una dimensione della libertà che rimanda ai "classici" del pensiero economico e politologico, quella legata alla legalità, al rispetto delle regole, alla certezza del diritto. Introdotto dal giornalista Dario Laruffa, il magistrato ha parlato di lotta alla mafia, di esperienze positive come quella di 'Libera' ma anche di come la ricerca della legalità sia minacciata dalla cattiva cultura, dai cattivi esempi, dai condoni, dagli scudi fiscali, dalle leggi ad personam. "Tutte cose che non favoriscono l'Italia delle regole, che privilegiano l'Italia degli affaristi e dei furbi, di chi vede nelle regole un ostacolo fastidioso, degli impuniti." Da Caselli anche un appello alla difesa della Costituzione, una Costituzione che postula diritti uguali per tutti, e della libertà di informazione, che "inesorabilmente si riduce" ed invece una ferma stroncatura del progetto di riforma della giustizia che sta avanzando in Italia, che se realizzato "indebolirà la magistratura in maniera irreversibile".

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di Redazione
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