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Se consideriamo anche quelli precari, siamo a + 800 mila

Contratti stabili: nel 2017 persi 21 mila posti di lavoro


Contratti stabili: nel 2017 persi 21 mila posti di lavoro
18/01/2018, 16:29

ROMA - L'INPS ha resi noti i dati relativi ai posti di lavoro del 2017. E così si viene a sapere che tra il gennaio e il novembre 2017 la differenza tra nuovi posti di lavoro e contratti cessati risulta positiva di quasi 800 mila unità. Ma è un aumento che riguarda solo la precarietà. Se si esaminano solo i contratti di lavoro a tempo indeterminato (o meglio a tutele crescenti), vediamo che il bilancio risulta negativo di 21 mila unità. Ci sono stati infatti 1,43 milioni di nuovi contratti contro 1,45 milioni di cessazioni di lavoro. 

Invece, i contratti di apprendistato aumentano di 61 mila unità, quelli stagionali di 11 mila unità e quelli a tempo determinato di 500 mila unità. Interessante notare il boom dei contratti a chiamata, passati dai 179 mila del 2016 a oltre 300 mila. E' un effetto della cessazione dell'uso dei voucher: mnon potendo usare più lavoratori precari con quel sistema, si è scelto un sistema ancora più precario, quello dei contratti a chiamata. 

Un andamento che non deve sorprendere: il Jobs Act tutela più di prima gli imprenditori che vessano i propri dipendenti. E quindi i contratti di lavoro precario permettono ai datori di lavoro di ricattare i dipendenti costringendoli ad accettare salari più bassi di quelli legali, che già sono da fame.

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di Antonio Rispoli
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