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Reboani: "Ora bisogna sostenere i giovani e le donne"

Crisi: 307.410 lavoratori in cassa integrazione nel 2011

Come le aziende hanno fatto fronte ala grande crisi

Crisi: 307.410 lavoratori in cassa integrazione nel 2011
06/12/2011, 20:12

ROMA - Gli accordi sottoscritti sulle casse integrazioni straordinarie in deroga hanno riguardato nel 2011 ben 307.410 lavoratori, in calo rispetto al 2010 quando la cigs in deroga interessava 393.170 lavoratori, ma molti di più del 2009 (268.474). E gli accordi sulla mobilità in deroga hanno riguardato 20.814 lavoratori nel 2009, 35.846 lavoratori nel 2010 e 33.215 lavoratori nel 2011. Questa la fotografia di una parte della crisi che ha investito il mondo produttivo, quello che appunto ricorre agli ammortizzatori sociali in deroga, scattata da Italia Lavoro che oggi, in collaborazione con Ocse, ha organizzato a Roma, l'iniziativa «Verso una crescita sostenibile: approcci 'Welfare to work' nell'ambito delle sfide economiche e occupazionali». Le cifre riportate riguardano il complesso del bacino dei lavoratori individuati. Il tiraggio (il numero di ore di cigs effettivamente utilizzate su quelle richieste e poi autorizzate dal ministero del Lavoro) è andato diminuendo nel corso degli anni, passando dal 70% nel dicembre 2009 al 43% rilevato ad ottobre 2011. Inoltre, oltre il 97% dei lavoratori percettori di ammortizzatori sociali in deroga è stato preso in carico dai servizi per il lavoro; oltre il 74% dei lavoratori presi in carico ha concordato con i servizi competenti un Piano di azione individuale (il 75% di lavoratori in cigs in deroga e il 60% dei lavoratori in mobilità in deroga); quasi il 50% dei lavoratori presi in carico è stato inserito in un percorso formativo d'aula (il 51% dei lavoratori in cigs in deroga e il 24% dei lavoratori per le mobilità in deroga). Quasi il 56% dei lavoratori presi in carico è fuoriuscito (circa il 75% reintegrato nell'azienda di provenienza e quasi il 12% ricollocato). «Questi risultati - ha spiegato Paolo Reboani, presidente di Italia Lavoro, nel corso della conferenza - confermano la piena efficacia delle politiche difensive adottate nello scorso triennio. Ora è necessario sostenere politiche offensive, per l'ingresso dei giovani e delle donne nel mercato del lavoro. Contratto di apprendistato, contratto di inserimento e credito d'imposta sono i principali strumenti per intervenire nei prossimi mesi e sui quali costruire le politiche attive di nuova generazione». Le previsioni per il prossimo triennio sull'andamento del mercato del lavoro «impongono però - ha aggiunto Reboani - anche un consolidamento delle politiche attive fondate su orientamento, formazione e sostegno al reddito e sulla responsabilità della persona. È questa l'indicazione che viene dalle esperienze più virtuose a livello internazionale e su cui l'Italia, tenendo conto delle particolari condizioni del suo mercato del lavoro, deve indirizzarsi in maniera più efficace». 

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di Valerio Esca
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