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Provincia Santa Cruz denuncerà Repsol per danni ambientali

Crisi Argentina: Repsol, crolla in borsa YPF -25%

A Wall Street il crollo ha toccato il 28%

Crisi Argentina: Repsol, crolla in borsa YPF -25%
18/04/2012, 22:04

BUENOS AIRES - I mercati castigano le azioni Ypf, il cui pacchetto di controllo della spagnola Repsol sta per essere espropriato dal governo argentino. A Buenos Aires il crollo è stato del 25%, come conseguenza che a Wall Street è stato del 28%, dopo aver sfiorato quota trenta. In questo modo, rilevano i media, la capitalizzazione in borsa della compagnia petrolifera si aggira ora attorno ai 5,5 miliardi di dollari, circa 2 miliardi in meno di lunedì scorso, e ben lontana dai 16 miliardi della scorsa metà gennaio. Con la scontata approvazione del progetto di legge, prevista nel giro di due-tre settimane, a cui aderiranno anche la maggior parte dei partiti dell'opposizione, il valore di mercato della compagnia è rilevante per definire la somma che percepirà Repsol come indennizzo. Mentre la compagnia spagnola pretende 10 miliardi di dollari, il governo argentino ha avvertito che non pagherà tanto: non andrebbe più in là di 4 miliardi. Il valore finale verrà specificato dal Tribunale di Tassazione della Nazione. Qualora Repsol non lo accettasse e facesse ricorso all'Icsid, il collegio arbitrale della Banca Mondiale, gli specialisti assicurano che ci «vorranno anni» prima di una definizione. I media argentini sostengono che il costo dovrà essere affrontato dal governo che si insedierà nel 2015. Intanto, mentre media filogovernativi parlano di «almeno 20 multinazionali di Usa, Canada e Cina, interessate ad entrare nella spa, in cui sarà trasformata Ypf dopo l'esproprio», Daniel Peralta, governatore della provincia patagonica di Santa Cruz, la più importante area petrolifera del Paese, ha reso noto oggi che si appresta a denunciare Repsol agli organismi internazionali «per danni ambientali».

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di Valerio Esca
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