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Il monito è dell'FMI ma Berlusconi è più ottimista

Crisi, debito pubblico troppo alto riduce crescita


Crisi, debito pubblico troppo alto riduce crescita
16/10/2009, 19:10

Un debito pubblico troppo elevato può portare a un rallentamento della crescita dell'economia di un Paese, come è accaduto per l'Italia e il Giappone negli ultimi dieci anni.
Ad affermarlo è il dipartimento per le politiche di bilancio del Fondo Monetario Internazionale, che mette in guardia il nostro Paese.
Lasciare che il debito pubblico si stabilizzi intorno al 100% del Pil non è una buona idea dal momento che potrebbe ridurre una crescita futura. I due Paesi con i più alti livelli di debito pubblico - Giappone e Italia - hanno entrambi vissuto nell'ultimo decennio una crescita lenta. Per di più, un elevato debito impedirà alle politiche finanziarie di avere un ruolo anticiclico in futuro, si legge nel rapporto dell’FMI.
Quanto alla possibilità di una crescita che permetta di ridimensionare il proprio debito pubblico i governi non si devono affidare a proiezioni di crescita ottimistiche. Una crescita elevata avrebbe bisogno di essere innescata da riforme che migliorino la produttività e creino più posti di lavoro . Ma è un chiodo troppo fragile al quale attaccarsi interamente per una strategia credibile di riduzione del debito, fanno notare da Washington.
I Paesi dovrebbero cercare di ridurre significativamente il loro debito pubblico intorno al 60% del Pil nell'arco dei prossimi 20 anni e migliorare il loro avanzo primario destagionalizzato di almeno 8 punti percentuali, passando da un deficit del 3,5% a un surplus del 4,5%.
Secondo le ultime stime dell'Fmi diffuse a inizio ottobre il debito pubblico italiano nel 2009 toccherà quota 115,8% del Pil e nel 2010 arriverà al 120,1%, mentre il deficit in rapporto al Pil è visto in entrambi gli anni al 5,6%.
"Il Pil è diminuito del 5% e quando il denominatore diminuisce, il numeratore aumenta. Dunque alla fine dell'anno potremo avere un debito pubblico 110-112%". La previsione è del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che difende l’operato del Ministro Tremonti messo sotto accuso proprio dagli esperti del Fondo Monetario Internazionale
 

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di Mario Aurilia
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