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Per i prossimi giorni incontro con Cisl e Uil

Crisi, Epifani: "Il peggio deve ancora venire, governo inadeguato"


Crisi, Epifani: 'Il peggio deve ancora venire, governo inadeguato'
09/03/2009, 15:03

Il peggio deve ancora venire, e lo Stato non ha messo in cantiere contromisure sufficienti. E’ netta la bocciatura di Guglielmo Epifani, numero uno della Cgil, per le azioni intraprese dal Governo per fronteggiare la crisi. Durante il suo intervento all’assemblea dei quadri della Cgil del Veneto a Rovigo, il segretario generale spiega che la situazione “si doveva affrontare con misure più forti dall’inizio. Si è fatto poco allora e adesso scontiamo un po’ di ritardi, soprattutto nel sostegno ai consumi e alla tutela dei precari e degli ammortizzatori. E poi, manca un’idea di politica industriale”.

I pochi interventi del Governo, sottolinea Epifani, sono diretti agli incentivi per le automobili, ma nulla si è fatto per la chimica o per il Made in Italy, settori fondamentali per l’economia italiana. E a pagarne le spese, principalmente, le piccole e medie imprese.

Un invito alla cautela arriva anche sul cosiddetto piano casa, lodato da Berlusconi e demonizzato da Franceschini. “C’è un confine, - spiega Epifani, - oltre il quale si rischia di avere un effetto di cementificazione che finisce poi per creare problemi ad altre famiglie e ad altri cittadini”.

Parere negativo della Cgil anche sulla riforma delle pensioni suggerita da Bruxelles: Epifani spiega che la materia previdenziale è stata sistemata un anno fa e quindi non c’è bisogno di tornarci, e inoltre questo non è il momento adatto per adattare forme di innalzamento dell’età pensionabile. Quello che si rivelerebbe utile, invece, sarebbe “poter fare una serie di misure che rafforzino la riconversione sostenibile delle abitazioni degli edifici. Questa potrebbe essere una buona idea perché si mettono in sicurezza le case e gli edifici, le scuole e contemporaneamente ci sono forme di risparmio energetico. Altre forme si possono prestare ad abusi”.

Per i prossimi giorni è previsto un incontro tra il sindacato ‘masaniello’ e gli altri due componenti della ‘triplice’, Cisl e Uil, per chiarire i rapporti tra le tre organizzazioni, in particolare per discutere della misurazione della rappresentatività e della democrazia sindacale. Si tratta di decidere, spiega Epifani, “cosa avviene quando ci sono accordi non firmati da tutte e tre le organizzazioni, quali modalità democratiche bisogna individuare per dirimere problemi di questa natura”.

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di Nico Falco
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