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L’Europa si scontra con la volontà della Gran Bretagna

Crisi Ue: trovati 150 mld su 200. Londra se ne lava le mani

I soldi da destinare al Fmi, per gli Stati Ue in difficoltà

Crisi Ue: trovati 150 mld su 200. Londra se ne lava le mani
20/12/2011, 09:12

BRUXELLES – Restano ancora incerte le prospettive economiche dell’Eurozona. Un accordo ieri è stato raggiunto, ma non soddisfa quelle che erano le aspettative iniziali. Alla zona Euro servono 200 miliardi di euro, cifra da destinare al Fondo Monetario Internazionale perché li versi, quando necessario, agli Stati dell’Eurozona in difficoltà: ma i ministri dell’Economia dell’Eurogruppo sono riusciti a trovarne solo 150 miliardi. La parte mancante è da addebitare alla Gran Bretagna, che si è di nuovo chiamata fuori dal gioco. La volontà dell’Europa, dunque, si scontra nuovamente con quella della Gran Bretagna, che avrebbe dovuto contribuire con circa 30 miliardi di euro, ma il cui cancelliere ha detto un secco “no”. Londra, infatti, nel corso della riunione telefonica tra i ministri dell’Economia dell’Eurogruppo, ha fatto sapere che non ha alcuna intenzione di aumentare il suo contributo al Fondo Monetario Internazionale, rimandando ogni sua decisione al prossimo G20.
Tra i Paesi che invece hanno detto “si”, l’Italia figura come terzo maggiore contribuente, mettendo a disposizione 23,48 miliardi di euro (il 15,66 per cento dei 150 miliardi totali): lo Stivale arriva dopo la Germania, che metterà 41,5 miliardi (27,67 per cento del totale) e Parigi con 31,4 (20,94 per cento del totale). Quarto contribuente la Spagna con 14,86 miliardi di euro, davanti all’Olanda con 13,61 miliardi. Il Belgio è sesto con 9,99 miliardi. Ma non saranno i soli: anche la Repubblica Ceca, la Danimarca, la Polonia e la Svezia hanno indicato la loro volontà di partecipare al rafforzamento del Fmi, ma per alcuni, come per la Svezia, è necessario sottoporre la questione ai Parlamenti nazionali prima di poter prendere una posizione.

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di Antonio Formisano
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