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Crollano le imprese e il risparmio: Unire le forze è un obbligo non una scelta


Crollano le imprese e il risparmio: Unire le forze è un obbligo non una scelta
26/11/2013, 10:45

I dati sui fallimenti dicono che chiudono 42imprese al giorno. In proiezione, per la fine dell’anno l’ecatombe ammonterà a oltre14 mila unità. Le rilevazioni periodiche di Cerved Group dimostrano che la situazione è in ulteriore peggioramento. Nel primo trimestre del 2013 i fallimenti tra le imprese sono stati più di 3.500, vale a dire il 12,2% in più. In valori assoluti si è così arrivati a battere il record negativo trimestrale precedente. Non basta. Vi è stata un’ennesima accelerata nelle settimane successive. L’ultimo riferimento utile ci dice che siamo arrivati a 5.279 cessazioni di attività produttive, con un incremento sul 2012 pari al 16,2%.
Essere preoccupati per quanto sta accadendoè il minimo, ma tutto si può, tranne che essere meravigliati. La produzione industriale da un anno e mezzo è in costante declino, i consumi interni oscillano tra ristagno e progressive flessioni, perfino le vendite all’estero hanno fatto segnare una battuta d’arresto, si spera momentanea.
Non si può ostentare stupore nemmeno per l’inesorabile diminuzione di un indicatore che negli scorsi decenni segnalava la solidità dell’economia nostrana: la propensione al risparmio. In vent’anni, la parte del reddito tesaurizzata dagli italiani è crollata dal 22% all’8%. Lo ha sottolineato il Presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel corso della propria relazione annuale. La ragione del drasticoabbattimento della percentuale di reddito risparmiato è comprensibile pure a un bambino. Calano stipendi e salari reali, aumenta la disoccupazione, cresce la percentuale di giovani inoccupati o precari. In un contesto di tal fatta, risparmiare diventa un esercizio virtuoso riservato a pochi fortunati.
In attesa di una svolta dell'economia peraltro modesta, che dovrebbe registrarsi tra fine anno e inizio 2014 e che resta un'ipotesi, visti gli annunci precedenti rivelatisi sempre troppo ottimistici rispetto alla realtà, bisogna prendere atto dell'eccezionalità della situazione.
Gli stessi equilibri della politica non possono non tenerne conto. A livello nazionale come su scala locale.
La convergenza anche su pochi punti, su cuiuna larga maggioranza di partiti ecoalizioni siano d'accordo, e la ricerca del compromesso debbono, gioco forza, prevaleresulle contrapposizioni. La democrazia è dialettica, ma di fronte all'eccezionalità del momento, bisogna che prevalga il senso di responsabilità. Qui a Napoli e inCampania ciò sta avvenendo da tempo, pur secon tanti limiti e risultati ancora insoddisfacenti. E' fondamentale che questo sforzo si eserciti con coerenza e determinazione anche a livello nazionale. (Fonte: Lepre Group)

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di Redazione
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