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Marchionne:"E' un grande giorno per l'auto"

Dal Lingotto arriva la conferma: ci saranno due Fiat


Dal Lingotto arriva la conferma: ci saranno due Fiat
16/09/2010, 18:09

TORINO - Oramai la notizia è certa: l'assemblea degli azionisti ha votato a maggioranza per dare il via libero riguardo la scissione della Fiat.
La storica casa automobilistica, difatti, sarà divisa in due tronconi. Il primo sarà composto dal settore nevralgico del business automobilistico; con laFiat Group Automobiles, Ferrari, Maserati, Magneti Marelli, Teksid, Comau alla quale si aggiungerà la parte di Fiat Power Train che riguarda l'auto. Il secondo, invece, sarà il Fiat Industrial e comprenderà comprenderà le macchine agricole ed industriali di CNH ed Iveco più la parte di Power Train che produce e distribuisce veicoli industriali e marini.
Molto soddisfatto del nuovi impianto anziendale il presidente del Lingotto John Elkann che, dopo aver definito "storica" l'odierna assemblea degli azionisti, ha voluto ringraziare "le persone che hanno lavorato perché tutto questo fosse possibile. Siamo molto orgogliosi di queste due realtà che sono forti e hanno ambizioni importanti".
Di lancette portate avanti nel tempo ha invece parlato Sergio Marchionne. L'ad ha poi motivato l'affermazione spiegando che "la nostra azienda, o meglio le nostre aziende, potranno muoversi a una velocità notevolmente più rapida di quanto non abbiano mai fatto". In particolare, quello di oggi, è stato dipinto in maniera entusiastica come un "grandissimo giorno per l'Auto"; dato che "finalmente potrà decidere il proprio destino senza preoccuparsi delle conseguenze per Cnh. Deve avere la totale libertà di scegliere con chi andare avanti. Finalmente l'Auto è libera dalle escavatrici e dai trattori". 

CHRYSLER E FERRARI
Riguardo il passaggio dal 20 al 25% della Fiat all'interno della Chrysler, Marchionne ha precisato che lo "scatto" potrebbe avvenire già entro il 2010 anche se, ha poi aggiunto, "sarà legato al lancio della 500". L'obiettivo annunciato in via ufficiale, comunque, resta il 35% entro l'anno.
Sulla Ferrari e sulla possibile quotazione del gruppo in borsa, l'ad dell'azienda torinese ha risposto così:"Se mi chiedete se sto preparando un progetto di Ipo per la Ferrari e se ce l'ho sulla mia scrivania, rispondo di no. Non escludo però niente". Sul delicato nodo del fondo sovrano di Abu Dhabi per il riacquisto del 5% di Ferrari, come riporta anche il Corriere, Marchionne è stato chiaro:"Stiamo cercando di trovare una soluzione che dia la possibilità alla Fiat di ritornare al 90% della Ferrari, che è la nostra posizione storica".

CRITICA AI SINDACATI
E mentre riguardo il dialogo aperto tra il Lingotto, Federmeccanica e Confindustria al fine di evitare l'uscita della Fiat dal sistema confindustriale l'amministratore delegato si è dimostrato decisamente ottimista, sulla sempre spinosa questione legata alle proteste sindacali, Marchionne ha parlato senza mezzi termini di atteggiamenti "totalmente irrazionali" di coloro che rifiutano di "allinearsi alle nostre proposte" per permettere di "andare avanti stabilimento per stabilimento per creare le condizioni di governabilità". Dato che  "se non si creano queste condizioni non ha senso parlare di produzioni".
Sempre riferendosi alle rivendicazioni dei Sindacati e dei lavoratori ed all'eterna lotta tra diritti e doveri, Marchionne ha concluso con un'osservazione provocatoria:"Io questa mattina, quando sono arrivato alle 6,30 dagli Stati Uniti, non mi sono preoccupato se i miei diritti erano stati rispettati, sono andato a lavorare".

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di Germano Milite
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