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Pareri non lusinghieri al World Economic Forum

Davos: "L'Italia? Marginale e in declino, a causa di Berlusconi"

Processo all'Italia, considerata a "rischio Grecia"

Davos: 'L'Italia? Marginale e in declino, a causa di Berlusconi'
29/01/2011, 14:01

DAVOS (SVIZZERA) - Mentre Angela Merkel, David Cameron e i vari esperti politici ed economici nel mondo sono andati a Davos a presentare le loro ricette per il futuro, più o meno condivisibili, l'Italia è lì per essere processata. Un processo senza sentenza, ovviamente, ma in cui è stata esaminata la posizione della nostra economia nello scacchiere internazionale. Non c'era nessun politico italiano presente: Giulio Tremonti ha preferito organizzare nello stesso momento una conferenza stampa, per giustificare la propria assenza. Anche perchè le critiche sono state tanto puntuali che una risposta sarebbe stata difficile.
Per esempio Michael Elliot, direttore di Time Magazine, che ha sottolineato come la debole attività di governo impedisce all'Italia di contare nel mondo quanto potrebbe data la sua economia. L'economista Nouriel Roubini sottolinea il problema della leadership del nostro Paese: "Siete di fronte ad accuse di una vera e propria prostituzione di Stato, orge con minorenni, ostruzione alla giustizia". La conseguenza più immediata potrebbe essere una brusca reazione dei mercati. Punto che sottolinea Daniel Gros - che dirige a Bruxelles il Centre for European Policy Studies - che fa presente come la nostra economia sia in concorrenza con la Cina, non con gli altri Paesi europei. Questo perchè abbiamo una economia tecnologicamente arretrata, non in grado di competere con gli altri Paesi ed abbiamo puntato tutto sullo sfruttamento a basso costo e ad alta intensità del lavoro manuale.
A queste obiezioni Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria italiana, ha in parte dovuto ammettere che le critiche erano vere, ma ha aggiunto: "Siamo il secondo esportatore europeo dietro la Germania, il quinto nel mondo, con punte di eccellenza non solo nei settori tradizionali ma nella meccanica, nella robotica, nei macchinari elettronici". Tuttavia restano i punti deboli del nostro Paese: scuola, infrastrutture, giustizia, burocrazia, bassa mobilità sociale, poca meritocrazia. Il problema è che sono gli stessi da oltre 10 anni senza che sia stato fatto nulla in proposito.

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di Antonio Rispoli
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