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Giustizia, amministrazione e debito in primo piano

Definito il memorandum d’intesa dell’Unione Europea

Sono previste verifiche ogni tre mesi

Definito il memorandum d’intesa dell’Unione Europea
31/08/2012, 10:24

ROMA –  Definito il memorandum d’intesa dell’Unione Europea, quello che prevede le condizioni per gli eventuali interventi. Tre sono i punti fondamentali da affrontare: giustizia, amministrazione e debito. La questione è sul tavolo dallo scorso 29 giugno, da quando cioè i leader dell'area euro hanno chiuso il loro ultimo incontro.

Il prossimo passo, ora, sarà quello di firmare il memorandum prima che la Bancacentrale europea inizi a comprare titoli di Stato di chi contrae il patto. Le verifiche sono previste ogni tre mesi, gli impegni dovrebbe essere basati sui piani già concordati nelle normali procedure dell'Ecofin.

I particolari ancora non sono stati resi noti, ma c’è di sicuro che un Paese dovrà firmarlo se vuole chela Bancacentrale europea inizi a comprare i suoi titoli. Certo, al momento proprio perché non si conoscono i dettagli, c’è un po’ di preoccupazione. Non aiuta, ad esempio, il fatto che l'economia greca sia crollata del 17% dopo aver firmato un documento chiamato appunto “memorandum d'intesa”. Va anche detto, però, che il programma per Atene è diverso da quelli che potrebbero riguardarela Spagnae magari l'Italia.

Intanto, per tutta l’estate, il confronto fra i governi e gli uffici di Bruxelles non si è mai arrestato. E in queste settimane, sta iniziando a precisarsi uno scenario che dissolve le zone d'ombra. Ne viene fuori che la lettera d'impegni di un Paese per avere l'intervento dei fondi salvataggi Esm-Efsf e della Bce non sarebbe dettata dai governi creditori, com'è successo a Grecia, Irlanda o Portogallo. Si tratta, invece, delle cosiddette “country-specific recommendations”, ossia le lettere ai singoli Paesi votate ogni anno dall'Ecofin (i ministri finanziari dei 27) su proposta della Commissione, dopo che il governo interessato ha mandato a Bruxelles i suoi piani per i prossimi tre anni. Nelle lettere si parla di tutto: dal ritmo di riduzione del deficit o del debito, a come è meglio negoziare i rinnovi dei contratti nell'industria, alla distribuzione dei fondi pubblici alle università in base al loro successo nel formare i laureati ai mestieri utili oggi.

Se l'Italia dovesse firmare un memorandum del genere, lo farebbe solo dopo aver constatato che non resta altra scelta. Su molti aspetti il governo ha già fatto abbastanza per essere sulla rotta indicata dall'Ecofin, per esempio sulla traiettoria di riduzione del deficit. Sul debito la raccomandazione di luglio indica che la parabola discendente inizi già nel 2013, un risultato difficile se il Pil cadesse dello 0,5% come ieri ha previsto Moody's: non è escluso che, in quel caso, l'Italia dovrebbe accelerare ancora un po’ sulle privatizzazioni.

 

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di Rossella Marino
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