Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Draghi: "Disoccupazione alta ma si sta stabilizzando al 12%"

Draghi (Bce): "La ripresa c'è, anche se non è galoppante"

Prevista una forte presenza parlamentare antieuropea

Draghi (Bce): 'La ripresa c'è, anche se non è galoppante'
15/12/2013, 16:35

PARIGI - “La Germania va bene, la Francia, l’Italia e la Spagna vanno meglio, l’Olanda meno e Grecia e Portogallo restano sotto pressione”. Queste sono le parole rilasciate da Mario Draghi, il governatore della Bce, in un’intervista al settimanale francese Le Journal du Dimanche. Il governatore della Bce ha poi aggiunto: “la ripresa c’è anche se non è galoppante; è modesta, fragile e diseguale”. Secondo Draghi la disoccupazione resta alta, però si sta stabilizzando attorno ad una media del 12% e continuerà a scendere, come si prevede. “L’anno prossimo – ha infatti spiegato –, prevediamo un ritmo di crescita per la zona euro di 1,1% e dell'1,5% nel 2015”.

Il governatore della Bce ha inoltre detto che bisogna ricordare l’importanza dell’Ue e il fatto che l’integrazione europea sia uno dei maggiori fattori di rilancio del progresso, del rilancio e della prosperità economica. “La tesi populista che consiste nel pensare che uscendo dall’euro, un’economia nazionale beneficerebbe all’istante di una svalutazione competitiva come ai vecchi tempi non sta in piedi”. “Sta a noi ricordare – ha aggiunto, aspettandosi una presenza parlamentare antieuropea più ampia di oggi alle elezioni di maggio prossimo – che l’integrazione europea è stato il miglior bastione per la pace. Ma dobbiamo anche restituire senso alla nostra comunità. Spiegare che più Europa, più integrazione possono essere fattori di progresso, di rilancio e di prosperità. Dobbiamo restituire la speranza”.

Per quanto riguarda la crescita, Mario Draghi ha affermato che essa è stata possibile grazie a numerosi fattori, tra cui senza dubbio – dice – la politica monetaria della Bce e alcuni impegni presi sul futuro. “Le incertezze arretrano – sostiene ancora Draghi –, e ciò dovrebbe contribuire a rilanciare gli investimenti e incoraggiare le banche a fare prestiti. Anche il potere d’acquisto è migliorato sotto l’effetto di un calo dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari”.

Commenta Stampa
di Vanessa Ioannou
Riproduzione riservata ©