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La Bce mantiene tassi allo 0,75%

Draghi: “Crescita debole, bisogna agire subito”


Draghi: “Crescita debole, bisogna agire subito”
08/11/2012, 17:29

I tassi d’interesse rimarranno invariati allo 0,75%. Lo ha deciso, stamane, la Banca centrale europea, al termine del consiglio direttivo. Mario Draghi ha, dunque, ribadito che l’inflazione rimarrà sopra il 2 per cento fino alla fine dell’anno e comincerà a scendere nel 2013 sotto quella soglia ma che le attuali fiammate dei prezzi vanno considerate “transitorie”. 
Secondo quanto dichiarato da Draghi, la situazione economica nell’eurozona la situazione economica continuerà ad essere debole almeno fino all’anno prossimo e la ripresa sarà “probabilmente lenta, graduale ma solida”. Ma il solo annuncio della disponibilità ad avviare un nuovo programma di acquisto dei bond statali, il cosiddetto Omt, ha “visibilmente migliorato la fiducia sui mercati”. 
Inoltre, Draghi afferma che i governi non debbano in alcun modo abbandonare la via delle riforme strutturali, “essenziali per migliorare le prospettive economiche ed occupazionali”; così come è fondamentale “mantenere il sentiero degli aggiustamenti dei conti”. “La grande sfida della Bce è al momento quella della frammentazione dei mercati finanziari” – dichiara il presidente della Bce che si dice “insoddisfatto” per il costo di finanziamento che opprime alcuni paesi e della “ri-nazionalizzazione delle banche europee” - ma sull’Omt ha ripetuto il mantra degli ultimi due mesi. Se la Spagna lo vorrà, potrà fare richiesta, ma senza di essa “l’Omt non esiste”.
Inoltre, il numero uno della Bce ha dichiarato di essere soddisfatto per l’approvazione, avvenuta in Grecia ieri notte, del nuovo piano di austerità da 13,5 miliardi – “è un grande progresso” - ma ha ricordato che il bilancio 2013 deve ancora essere approvato alla fine di questa settimana e che la Bce non può aiutare Atene, come ha ipotizzato qualcuno nei giorni scorsi, rinunciando agli interessi sui bond ellenici detenuti dal 2010. “Darebbe finanziamento diretto agli Stati”, ha precisato. Draghi ha ricordato tuttavia che i guadagni saranno girati alle banche centrali dei paesi membri che potranno dunque decidere cosa farne.

 

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di Erika Noschese
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