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il Governatore della Banca d'Italia scrive al G-20

Draghi, in due anni attuare riforma delle finanze


Draghi, in due anni attuare riforma delle finanze
23/04/2010, 21:04

MILANO - I governi dei vari paesi “stanno facendo buoni progressi nel campo della riforma regolamentare” e “l'azione politica internazionale sta procedendo nell'ambito delle scadenze stabilite”. Lo ha scritto il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, in una lettera ai ministri finanziari e ai governatori delle banche centrali del G-20, riuniti a Washington da venerdì pomeriggio, in qualità di presidente del Finanancial stability board. Insomma, nel complesso, il sistema finanziario è «in via di guarigione». Nonostante questo “il 2010 e il 2011 saranno anni critici per i punti più importanti della riforma globale e serviranno in gran parte a verificare il raggiungimento degli obiettivi di riforma e il rispetto delle scadenze concordati dai leader del G-20”.
“Sarà importante considerare - spiega inoltre Draghi - quanto gli eventuali supplementi di capitale o liquidità da un lato, e di prelievi fiscali e tasse sul sistema finanziario dall'altro, possano interagire fra di loro, senza dimenticare che queste misure non dovrebbero essere considerate alternative”.
“Tali misure non possono sostituirsi all'esigenza prioritaria del rafforzamento dei requisiti patrimoniali e di liquidità del sistema finanziario nel suo insieme, tramite l'attuazione delle proposte di Basilea”, spiega Draghi nella missiva. “L'impatto complessivo della proposta di riforme sul sistema - secondo il presidente del Financial stability board - dovrà essere considerato con grande attenzione, al fine di ridurre il rischio di conseguenze inattese e di contrastare le proteste del settore bancario, secondo le quali le riforme possono intralciare la ripresa economica e finanziaria”.
Sul fronte degli stipendi dei manager, infine, sono stati compiuti “significativi progressi”. “Tuttavia la piena attuazione degli standard decisi in merito «è lungi dall'essersi conclusa e le autorità dovranno esercitare pressione affinchè nel 2010 e negli anni a seguire non venga meno lo slancio delle riforme dei sistemi di remunerazione”.
Quanto al meeting del G-20, quel che ci si aspetta è un'intensificazione delle pressioni della comunità internazionale sulla Cina per rivalutare lo yuan. A tre settimane circa dalle dichiarazioni del segretario del Tesoro americano, Tim Geithner, che aveva definito l'imminente incontro dei ministri finanziari e dei governatori centrali un'ottima occasione per avanzare nella direzione della tutela degli interessi americani, c'è da registrare che Washington ha portato dalla sua parte anche potenze economiche emergenti del calibro di India e Brasile. Il successo o meno di questa tornata di incontri sarà dunque una cartina di tornasole per capire quanto sia stato efficace il lavoro ai fianchi di Pechino e della sua moneta da parte dell'amministrazione Obama.

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di Redazione
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