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L'intervento durante un'audizione alla Camera

Draghi: la crisi continuerà. Entro giugno regole su remunerazione


Draghi: la crisi continuerà. Entro giugno regole su remunerazione
17/03/2009, 16:03

La crisi continuerà e la recessione sarà peggiore nel 2009. L’allarme arriva da Mario Draghi, governatore di Bankitalia, durante un’audizione alla Camera. “Tutti gli indicatori (produzione, ordinativi e giacenze di magazzino) continuano a segnalare ritmi produttivi molto bassi”, ha spiegato Draghi, e questo porterà inevitabilmente ad un “nuovo, significativo calo dell’attività economica”.

Per evitare ulteriori sconvolgimenti, Bankitalia si augura che non ci siano interferenze politico-amministrative nelle valutazioni del merito di credito di singoli casi; i fondi, secondo Draghi, devono essere erogati soltanto basandosi sulla validità dei progetti aziendali e sull’apprezzamento professionale.

Importante per vincere la crisi, secondo Draghi, che lo Stato si impegni a saldare i suoi debiti con le imprese. Le pubbliche amministrazioni, ha ricordato il numero uno di Bankitalia, devono attualmente un importo pari a 2.5 punti di Pil e pertanto “un’accelerazione dei pagamenti darebbe alle imprese un sostegno senza appesantire i conti pubblici”.

Entro giugno, inoltre, diverranno operative le nuove istruzioni di vigilanza previste per la remunerazione dei manager. Draghi, rispondendo ad una domanda sui criteri di remunerazione che le banche dovranno sottoscrivere se vorranno emettere i bond speciali a favore del Tesoro necessari a rafforzare i loro patrimoni, ha spiegato che è già prevista una prassi e che a breve sarà del tutto operativa.

“Sulle remunerazioni, - ha spiegato, - le banche che sottoscriveranno i bond ibridi sottoscriveranno anche un protocollo firmato da Abi e Tesoro, che contiene anche criteri per le remunerazioni. La Banca d'Italia ha tirato fuori, circa 6-7 mesi fa, istruzioni di vigilanza anche sulle remunerazioni. Ora sono in consultazione pubblica ed entreranno in vigore entro fine giugno. Poi ci saranno i principi di remunerazione internazionale. Quindi l'enfasi di questi principi non è tanto diretta a stabilire tetti massimi, ma a evitare che la banca alla fine venga gravata da rischi che non si sarebbe presa se il sistema di remunerazione fosse stato diverso”.

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di Nico Falco
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