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"L'esempio è la Germania, si coniughi crescita e austerità"

Draghi smentisce Tremonti: Ritorno a speculazione? Limitato


Draghi smentisce Tremonti: Ritorno a speculazione? Limitato
10/10/2010, 18:10

WASHINGTON – La replica a Tremonti, seppur indiretta, arriva dopo circa 24 ore. “C'è un ritorno a pratiche precedenti la crisi ma è molto limitato” afferma il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, commentando l'allarme lanciato dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti sul ritorno dei bankers e della speculazione selvaggia. “Ci sono comportamenti di questo tipo - ha ammesso - ma non sono generalizzati”. Draghi, poi, ha parlato anche della riforma della finanza e dei rischi legati alla disoccupazione, poiché “la ripresa è partita forte e sostenuta dagli stimoli di bilancio, dalla spinta dei paesi emergenti e dal ciclo delle scorte americane”, ma non bisogna dimenticare che “la disoccupazione è un fattore che deprime la ripresa e ci sono fragilità nel sistema finanziario che permangono”.
Il ministro dell'Economia, ribadendo quanto detto ieri, poco prima aveva dichiarato ai microfoni del Tg1: “Il volume della speculazione è tornato a com'era prima della crisi. Il mostro di oggi è quello dei cambi, con il confronto fra tre grandi blocchi continentali: Cina, Europa ed America. Un cambio giusto stabilizza, uno sbagliato destabilizza, basta un pezzettino di cambio sbagliato per spiazzare l'industria italiana”. E in tal senso Draghi invita a “stare attenti a non adottare rimedi peggiori del male”, tra cui i comportamenti protezionistici. “C'è la volontà di muoversi lungo un percorso multilaterale” ha quindi ribadito, sottolineando come soprattutto nell'area valutaria “le iniziative di tipo unilaterale non sortiscono effetti”. E a tal proposito Draghi ha citato come esempio il recente intervento della Banca centrale del Giappone.
In Italia, ha aggiunto Draghi, sarebbe necessario “coniugare la crescita con l'austerità di bilancio, e la Germania in questo è un grande esempio”. “L'austerity di oggi - chiosa - è diversa rispetto a quella degli anni '70. È già stata avviata con alcune misure di riduzione del deficit''. La Germania dunque "cresce molto", soprattutto basata sulle esportazioni, ma per la prima volta, anche su componenti della domanda interna, cioè consumi e investimenti. “Il resto d'Europa - dice Draghi - soprattutto direi l'italia e in misura minore la Francia, cresce a rimorchio della Germania".  Poi, parlando della riforma della finanza ha aggiunto: “Non è un'impresa finita. Sono stati fatti progressi ma resta da fare". La ripresa economica è partita inizialmente in modo forte e poi ha subito un rallentamento e ci sono oggi “maggiori rischi per la sostenibilità della ripresa”, ha detto ancora il governatore di Bankitalia, che si trova a Washington in occasione dei lavori del Fmi e della Banca Mondiale: la ''disoccupazione - ha aggiunto - è un fattore di rischio perché deprime i consumi'' e un altro fattore di rischio è rappresentato dalla ''fragilità del sistema finanziario”. 

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di Davide Gambardella
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