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Una tabella dimostra quanto abbiamo risparmiato

Ecco dimostrato qual è stato il vantaggio di avere l'euro


Ecco dimostrato qual è stato il vantaggio di avere l'euro
30/04/2012, 14:04

Uno dei vantaggi nell'esaminare le cose con una mente aperta, sta nel fatto che si possono trovare dati interessanti persino in mezzo alle bufale.
La tabella che è pubblicata a fianco ne è un esempio. L'ho trovata sul blog "Informare per Resistere", collegata ad un omonimo profilo Facebook che è tra i più seguiti tra quelli in lingua italiana. La tabella intende dimostrare come il debito pubblico sia una truffa perpetrata ai danni del popolo italiano, in quanto non è possibile pagarlo. Si tratta di una delle tesi preferite dai signoraggisti, completamente falsa, ma molto suggestiva. E questa tabella vorrebbe dimostrarlo, dicendo che negli ultimi 18 anni abbiamo pagato di soli interessi più o meno l'ammontare dell'intero debito pubblico italiano. Il discorso è balordo, perchè è chiaro che se uno un debito non lo paga, ma lo accumula, come stiamo facendo noi da decenni, aumentano anche gli interessi. Cioè la tabella avrebbe senso se l'Italia ogni anno - per tutti i 18 anni esaminati - avesse avuto un avanzo di bilancio e il debito fosse aumentato. In realtà mai l'Italia ha avuto un avanzo di bilancio - al contrario di altri Paesi - nell'ultimo secolo; e anzi, abbiamo dovuto scontare le spese pazze che i governi Craxi (che annoverava tra i suoi consulenti economici Renato Brunetta, Maurizio Sacconi e Giulio Tremonti, cioè tre dei Ministri dell'ultimo governo Berlusconi) e quelli successivi hanno fatto.
Il grafico, molto opportunamente, evita di far vedere qual è stata l'escalation negli anni '80, perchè esamina solo il periodo dal 1990 al 2008. Ora esaminiamo due colonne, in particolare. La prima è quella del deficit. Anno dopo anno si può notare come cresca tra il 1990 e il 1994; poi cominci a diminuire fino al 1998 e rimanga più o meno stabile fino al 2001 (con la triste eccezione del secondo governo Amato, che fece spese pubbliche folli per motivi elettorali). Poi da quel momento cresce con il governo Berlusconi e viene rudemente ridotto dal governo Prodi. La prima lampante deduzione è questa: se sia il primo che il secondo governo Berlusconi non avessero aumentato la spesa pubblica in maniera irresponsabile (quasi nessuno ricorda che nel 2005 contro l'Italia venne aperta una procedura per deficit eccessivo, che poi venne chiusa dal governo Prodi), non avremmo avuto tutti i problemi che abbiamo oggi. Con un deficit che secondo la tabella nel 2002 era di 10 miliardi di euro (a memoria non ricordo che fosse così basso, ma sto prendendo la tabella per buona), bastava poco per azzerarlo completamente. Se fosse stato fatto, non saremmo nella pessima situazione di bilancio attuale.
La seconda colonna da esaminare è quella del tasso di interesse medio stimato. Bisogna tener presente che il dato non segue pedissequamente le oscillazioni del mercato, perchè fa la media tra il Bot a 6 mesi e il Btp a 10 anni. Tuttavia quello che conta è l'andamento. E qual è l'andamento? E' un progressivo miglioramento (per chi non lo ricordasse, negli anni '80 i titoli di Stato italiani avevano un interesse che sfiorava il 20%) che si accentua tra il 1996 e il 1999, quando passa dal 10% al 6%, per poi mantenersi sempre a quel livello o scendere al di sotto. Come mai questo calo? Bisogna ringraziare il tanto vituperato euro. Con la Finanziaria del dicembre 1996, fatta dal governo Prodi, l'Italia riesce ad entrare nel novero dei Paesi che useranno l'euro. E quindi i tassi di interesse dei vari Paesi europei cominciano ad armonizzarsi. Il che significa che quelli che hanno tassi di interesse più alti cominciano a scendere. Come ho detto, il dato è una media, quindi non ci sono i picchi minimi, come quelli del 2008 e del 2009, quando i Bot a 6 mesi rendevano meno della percentuale che si prende la banca (tanto è vero che si fece una circolare apposita che prevedeva che le banche non potessero prendersi più dell'interesse maturato dai titoli). Tuttavia anche il dato medio dimostra come abbiamo risparmiato tantissimi soldi, entrando nell'euro.
DI solito l'obiezione in questo caso riguarda l'inflazione: con l'entrata in vigore dell'euro i prezzi sono aumentati. Il che è vero, ma siamo sicuri che la colpa dipenda dall'euro in sè? In fondo, se io dico che in un contenitore ci vanno due litri di acqua o dico che ci va mezzo gallone, o dico che ci vanno due chili, sempre della stessa quantità di acqua parliamo. Stesso discorso per le monete: se si cambia moneta, non è che questo di per sè faccia aumentare i prezzi. Infatti l'aumento ha riguardato solo l'Italia, la Grecia e in parte la Spagna. E' solo un caso che si tratta dei Paesi dove si è fatto meno per evitare l'aggiotaggio? Se il problema è il passaggio all'euro, perchè tutti gli altri Paesi non hanno avuto eccessivi problemi? Ma la memoria degli italiani è corta. Se ricordo loro le decine di interviste fatte ai Ministri del governo Berlusconi, nelle quali affermavano con sicurezza che non c'era bisogno di controllare il passaggio dalla lira all'euro, perchè i commercianti l'avrebbero fatto nella maniera migliore senza bisogno di controlli, rischio di beccarmi gli insulti. Beh, ecco come hanno fatto il passaggio: con una inflazione pazzesca (ovviamente non registrata dal paniere Istat usato per l'inflazione, che ancora una volta ha dimostrato la propria inadeguatezza).
Ecco perchè quelli che parlano di ritornare alla lira, dimostrano di non conoscere minimamente le basi dell'economia. Uno dei primi danni sarebbe proprio un aumento spropositato dell'interesse sul debito pubblico che, dato il periodo di crisi, probabilmente volerebbe ben oltre il 15% e magari anche il 20%. Significherebbe un aumento degli interessi, dagli attuali 80 miliardi l'anno a circa 200. E chi la dovrebbe mettere la differenza? Qualcuno si illude che ce la mette chi ora proclama a pieni polmoni che dobbiamo uscire dall'euro, Beppe Grillo in testa?

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di Antonio Rispoli
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