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Bene anche industria e commercio estero

Economa/Istat: a febbraio vendite al dettaglio in aumento


Economa/Istat: a febbraio vendite  al dettaglio in aumento
23/04/2011, 11:04

ROMA - A febbraio 2011 l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio (valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi) è aumentato dello 0,1% rispetto a gennaio 2011. Nella media del trimestre dicembre 2010 -febbraio 2011 l’indice è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre immediatamente precedente. Rispetto a gennaio 2011, le vendite di prodotti alimentari aumentano dello 0,2%, mentre quelle di prodotti non alimentari restano invariate.  Rispetto a febbraio 2010, l’indice grezzo segna una variazione nulla.  Le vendite di prodotti alimentari aumentano, in termini tendenziali, dello 0,3% e quelle di prodotti non alimentari diminuiscono dell’0,1%. Nel confronto con il mese di febbraio 2010 si registra una diminuzione dello 0,3% per le vendite della grande distribuzione e un aumento dello 0,1% per quelle delle imprese operanti su piccole superfici Le vendite dei gruppi di prodotti non alimentari segnano risultati piuttosto eterogenei in termini tendenziali. In particolare, il gruppo Prodotti farmaceutici registra l’aumento più sostenuto (+1,4%), mentre il gruppo Supporti magnetici, strumenti musicali subisce la diminuzione più marcata (-7,0%) .
Per quanto riguarda il fatturato dell’industria invece, a febbraio,  è aumentato dell'1,5% rispetto al mese precedente, con incrementi pari all’1,8% sul mercato interno e all’1,0% su quello estero. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi di febbraio 2011 sono 20 come a febbraio 2010) il fatturato cresce in termini tendenziali del 12,8%. La variazione congiunturale degli ordinativi totali è pari a +1,9%, per effetto di una crescita dell’1,7% degli ordinativi interni e del 2,1% di quelli esteri. Nel confronto con il mese di febbraio 2010, gli ordinativi grezzi registrano una crescita del 16,2%. Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali del 2,8% per l'energia, del 2,0% per i beni strumentali, dell’1,6% per i beni intermedi e dello 0,7% per i beni di consumo. All’interno di questi ultimi, i durevoli crescono del 4,5%, mentre i non durevoli registrano una variazione nulla. Nel confronto tendenziale, il contributo più ampio alla crescita del fatturato viene dalla componente relativa ai beni intermedi, sia per il mercato interno, sia per quello estero.I settori di attività economica per i quali si registrano, rispetto a febbraio 2010, gli incrementi maggiori del fatturato totale sono quelli della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+30,7%) e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+25,5%).Per gli ordinativi, l’aumento tendenziale maggiore si osserva per la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+34,0).
Infine per quanto riguarda il commercio estero, a marzo 2011,  si rileva una crescita congiunturale più marcata per le importazioni (+3,5%) rispetto alle esportazioni (+1,5%). Nel primo trimestre dell’anno la crescita congiunturale è sostenuta sia per le esportazioni (+7,4%) sia per le importazioni (+7%). La crescita tendenziale si mantiene su tassi elevati, anche se in decelerazione rispetto ai mesi precedenti: +24,2% per le importazioni e +16,5% per le esportazioni. Si amplia il disavanzo commerciale con i paesi extra Ue, passato da -1,5 miliardi di marzo 2010 a -2,9 miliardi di marzo 2011.  A marzo il disavanzo del comparto energetico è più ampio rispetto ad un anno prima (-5,2 miliardi rispetto a -4,5). Tale disavanzo contribuisce per circa la metà all’ampliamento del deficit commerciale osservato rispetto a marzo 2010. Si riduce anche l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici: dai 3 miliardi di marzo 2010 a 2,3 miliardi di marzo 2011.I prodotti intermedi (+21,5%), i beni di consumo non durevoli (+19,3%) e quelli strumentali (+11,7%) trainano la crescita delle vendite sui mercati extra UE, spiegando quasi il 90% dell’aumento tendenziale delle esportazioni. Molto sostenuta è la crescita delle importazioni di prodotti intermedi (+53,1%), che spiegano da sole oltre il 55% dell’aumento complessivo delle importazioni e determinano un saldo negativo per 1,1 miliardi.
 I mercati di destinazione più dinamici sono: Turchia (+40,4%), Svizzera (+35,5%), Cina (+32,7%), Giappone (+30%) e Russia (+25,4%). Più debole è la crescita verso i paesi Mercosur (+10,4%) mentre i paesi OPEC registrano una diminuzione delle esportazioni pari al 13,5%.  La crescita delle importazioni è sostenuta dai paesi EDA (+47,4%), India (+38,4%), dai paesi Mercosur (+30,7%), dai paesi ASEAN (+28,7%) e dagli Stati Uniti (+28,5%); più contenuta dai flussi provenienti da Russia (+10,5%) e paesi OPEC (+13,1%).

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di Rosario Scavetta
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