Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Le misure del Governo per agevolare i tassi

Economia : Tremonti cerca di scongiurare il caro-mutui


Economia : Tremonti cerca di scongiurare il caro-mutui
24/04/2011, 10:04

ROMA –  L’idea è quella di aiutare le famiglie  che hanno ottenuto un prestito a tasso variabile e che nei prossimi mesi rischiano di vedere la rata lievitare in concomitanza con i rialzi decisi dalla Banca Centrale Europea. Lo staff del ministro Giulio  Tremonti (nella foto)  è a lavoro per scongiurare l’ipotesi,  nera come la pece, che coinvolgerebbe miglia di famiglie, e non solo, cha hanno “acceso” un mutue negli ultimi tempi.  Si annuncia come una delle norme più attese del decreto per lo sviluppo, che il Consiglio dei ministri approverà il prossimo 6 maggio, quella sui mutui a tasso variabile. Lo staff tecnico del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, starebbe lavorando in stretto contatto con il presidente dell'Abi (associazione dei banchieri), Giuseppe Mussari. La norma da introdurre nel decreto dovrebbe agevolare la rinegoziazione di quei mutui e, forse, anche rivedere i meccanismi per determinare il tasso   delle banche, che rischia di produrre un effetto esattamente contrario a quello desiderato. Le ipotesi di lavoro, al momento, sarebbero due: la prima è una nuova moratoria sui mutui che però, come commenta Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum (associazione di consumatori), “rischierebbe di rinviare solamente il problema, finendo con il gravare comunque su chi ha contratto il mutuo”.La seconda ipotesi sarebbe quella di agevolare in qualche modo la conversione del prestito da variabile in fisso, probabilmente congelandolo all'attuale livello di tassi. Questo vorrebbe dire, per un mutuo di dieci anni, prendere come base di calcolo un Irs (Interest Rate Swap), cioè un tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso, tra il 3,5% e il 3,6%, maggiorato dello spread (il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo) praticato da ciascuna banca in modo differente. L'operazione riguarderebbe molti italiani, anche se in costante diminuzione. Basti pensare che nel secondo semestre del 2010 la scelta dei consumatori era ricaduta sul tasso variabile nel 47% dei casi, a fronte di un 24% che aveva optato per il tasso fisso, un 26,5% per il variabile con il tetto e un 2,5% per il misto. Mentre, soltanto qualche mese prima, a gennaio del 2010, i mutui a tasso variabile erano stati scelti da ben l'80% dei nuovi contraenti.

Commenta Stampa
di Rosario Scavetta
Riproduzione riservata ©