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Economia, Fillea-Cgil: Edilizia segna il passo

La Campania è ferma

Economia, Fillea-Cgil: Edilizia segna il passo
14/06/2013, 14:39

NAPOLI - "Lo scenario tracciato dal Rapporto Bankitalia sullo stato dell'economia della Campania è impietoso nei suoi numeri e nelle prospettive a breve e medio termine. La Campania è ferma. E al quinto anno consecutivo, continua a mostrare serie e gravi flessioni recessive su tutta la gamma delle attività produttive, d'investimento e delle crisi senza soluzioni. Ancora nel 2012 e poi nel 2103 il settore delle costruzioni segna il passo". E' quanto rileva, in una nota, il segretario generale della Fillea-Cgil della Campania, Giovanni Sannino. "A nulla - secondo Sannino - sono serviti annunci e buoni propositi sul 'fare'. Il Valore aggiunto del comparto è sceso del 24.4% contro una media nazionale del 16%. Il segmento pubblico e quello privato sono in caduta verticale, rispettivamente un calo del 12,6% nel 2011 e si prevede un ulteriore riduzione nel 2013 del 10,7% e un calo sensibile dei permessi di costruzione. Per i lavoratori significa meno 30 mila addetti nel quadriennio della crisi e non si vede ancora il fondo, meno 200 milioni di salario prodotto, con riflessi negativi e drammatici sul reddito individuale e collettivo, aumento della cassa integrazione e della disoccupazione, tra l'altro in esaurimento".
"Vengono confermate, e non poteva essere altrimenti - aggiunge Sannino - le ragioni per le quali le Federazioni Regionali di categoria lo scorso 31 maggio hanno manifestato, con i lavoratori dei cantieri, presso Palazzo Santa Lucia, per chiedere alla Regione una inversione di rotta sulle politiche d'investimento dando un impulso operativo ai progetti di programma PIU' EUROPA (623 mln di euro) e dei 19 Grandi Progetti del POR (2.773 mln di euro). Lo stesso Rapporto indica nella realizzazione dei progetti una possibile inversione di tendenza".
"Ci chiediamo - conclude Sannino - quando le "buone  intenzioni" diventeranno cantieri aperti, in grado di dare un impulso all'intera economia. Un solo esempio: l'incidenza delle imprese di turismo incidono sul contesto complessivo del 6.7%, poco meno della media nazionale, eppure abbiamo Pompei, Ercolano, la Reggia di Caserta, Velia, i Campi Flegrei per non parlare dei nostri Centri Storici, evidentemente non fanno la differenza e non certamente per un destino cinico e baro ma solo perché i programmi di riqualificazione, valorizzazione e di tutela sono fermi al palo, si guardi al Grande Progetto Pompei e alle aspettative ancora disattese".

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di Redazione
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