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Si allargano spread di Italia, Francia e Spagna contro Bund

Effetto Moody's su borse europee, a picco anche la Francia

Gli analisti: "La crisi non è finita"

Effetto Moody's su borse europee, a picco anche la Francia
18/10/2011, 20:10

MILANO - Un'Europa incerta e a due velocità quella che viene fotografata oggi seguendo l'andamento dei mercati. «La crisi non è finita» commentano gli analisti e dopo la decisione di Moody's di mettere sotto osservazione il rating sovrano della Francia tornano i timori e gli ordini in vendita. «Si deve fare tutto il possibile per evitare il contagio della crisi del debito» ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel che pensa a una troika permanente per i paesi indebitati. Gli investitori tedeschi non sono ottimisti, l'indice Zew è sceso al livello più basso in quasi tre anni a ottobre ma nonostante questo Francoforte (con Milano +0,35% e Stoccolma +0,65%) si è distinta su tutte chiudendo in rialzo dello 0,31% e puntando sui titoli dell'auto. Ha corso Continental (+4,37%) seguita Volkswagen (+1,65%) e Bmw (+1,06%). Bene anche le italiane con Pirelli (+3,94%) che a mercati chiusi ha annunciato un rincaro dei prezzi in Canada. In Francia invece, nonostante il Governo abbia cercato di rassicurare il mercato dicendo che la sua tripla A è al sicuro, è cresciuto il premio chiesto dagli investitori per detenere titoli di stato francesi piuttosto che Bund tedeschi, toccando il massimo di 16 anni. Lo spread tra il rendimento dei titoli decennali francesi e tedeschi si è allargato stamane a un massimo dall'introduzione dell'euro a 101 punti base rispetto ai circa 96 bp della chiusura di ieri. Anche il listino azionario francese ha sofferto dell'incertezza della situazione chiudendo in calo dello 0,79 per cento. Il differenziale rispetto ai titoli di Stato è volato anche per i Btp decennali italiani (oltre 380 punti base); in rialzo anche lo spread del Belgio e della Spagna con un mercato in fuga dai titoli ritenuti più rischiosi. Deboli in generale i listini del Vecchio Continente con banche (-1,06%) e materie prime (-2,13%) presi di mira dalle vendite. Sono in particolare le banche francesi a soffrire di più con Società Generale e Bnp.

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di Valerio Esca
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