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La conferenza a Napoli

Energia: Ricerca russa, petrolio dominerà scena prossimo decennio


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Energia: Ricerca russa, petrolio dominerà scena prossimo decennio
08/05/2010, 11:05


NAPOLI - Le fonti fossili soddisfano piu' dell'80% del fabbisogno mondiale di energia, con il sistema energetico globale fortemente dipendente da esse. Il petrolio, gia' oggi principale fonte di energia coprendo il 35% dei consumi, continuera' a dominare la scena nel prossimo decennio. Sono alcuni dei dati che emergono dalla ricerca "La questione energetica e le relazioni Russia-Ue. Consumi interni e mercato internazionale" elaborata dall'istituto di cultura russa 'M. Lermontov' in collaborazione con la fondazione Mezzogiorno Europa, presentata a Napoli all'Unione industriali. Lo scenario energetico internazionale, negli ultimi dieci anni, ha visto raddoppiare il fabbisogno di petrolio, la Cina e l'India, pur duramente colpite dalla crisi finanziaria, hanno mantenuto alti i livelli di crescita interna e la dipendenza dalle importazioni dell'Unione europea continua ad aumentare. Secondo lo studio, il gas, che copre oggi il 21% dei consumi, si affermera' ulteriormente, mentre le altre fonti tra cui il solare e l'eolico, non sono riuscite a mettere in discussione il primato dei combustibili fossili. Nel quadro di un aumento del consumo mondiale di energia di quasi il 30% previsto nei prossimi 15 anni, il peso delle energie alternative aumentera' senza che cresca sensibilmente la loro quota percentuale sul consumo totale. "Collaborazione e cooperazione sono necessarie sulle questioni energetiche - dice Umberto Ranieri, responsabile del Pd per le politiche per il Mezzogiorno - l'Unione europea puo' contribuire alle innovazioni tecnologiche di cui la federazione russa ha bisogno". Il fabbisogno energetico della Russia continua ad essere soddisfatto esclusivamente da fonti fossili, "e l'Europa ha necessita' di diversificare le fonti di approvvigionamento delle risorse energetiche - aggiunge Matteo Pizzigallo, professore all'universita' Federico II - bisogna evitare che i singoli stati siano portati a svolgere politiche energetiche autonome".

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di Redazione
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