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Entrano in vigore le nuove norme sulla pesca


Entrano in vigore le nuove norme sulla pesca
31/05/2010, 21:05

Entrano in vigore le nuove norme comunitaria in tema di pesca: per tutti il punto di riferimento sara' il Regolamento Mediterraneo, dettato dalla Commissione europea. Il testo rivede le dimensioni degli animali da pescare e le distanze dalla costa entro cui praticare l'attivita' di prelievo ittico. In base alla nuove disposizioni non potranno piu' essere pescati animali di piccole dimensioni come i molluschi: rischiano quindi di sparire dalla tavola calamaretti, vongole, telline. I pescatori da domani dovranno stare attenti a dove immergeranno le reti: le potranno gettare a non meno di 1,5 miglia dala terra ferma per quelle usate sotto costa, mentre le draghe usate per la cattura dei bivalvi (telline e cannolicchi) non potranno essere gettate prima di 0,3 miglia.Cosi è intervenuto il Rappresentante della Consulta Nazionale dell'Agricoltura,Rosario Lopa, incontrando una delegazione di pescatori della provincia di napoli. Il fondale del mare è, come i terreni agricoli, ricco in superficie di sostanze organiche e microorganismi che danno sostentamento per i pesci e per qualsiasi altra forma di vita come molluschi, alghe e frutti di mare. Quando tale superficie,ha precisato l'esponente dell'Agricoltura, sarà completamente distrutta dal traino di quelle catene, il mare morirà e con esso tutte le specie di pesce e i pescatori rimarranno senza lavoro. L'Europa, per proteggere la pescosità dei mari, ha varato queste nuove norme. Ma per sopravvivere, corriamo il rischio di essere degli ingrati verso il Mare. Le varie associazioni di pesca sono state da tempo informate della gravità della situazione, ma forse dobbiamo infondere una nuova fiducia fatta di iniziative concrete, ascoltando il grido di dolore e di disperazione di chi fa questo mestiere quasi per devozione. Il Mare,a concluso Lopa, appartienealla Campania, all'Italia e a tutti i cittadini e non ad un branco di predoni senza scrupoli.

“Parliamoci chiaro: l'approvazione dell'attuale regolamento della pesca nel Mediterraneo non rientra nelle responsabilità di questo Governo, né di questo Ministro. In realtà, l'idea che mi interessa condividere per davvero con le nostre associazioni della pesca, a partire da quelle di Veneto, Puglia, Calabria e Sicilia, è che solo un'attività di pesca sostenibile può assicurare un futuro economicamente valido a questo settore. Infatti, la redditività delle imprese dipende essenzialmente dalla tutela, conservazione e uso responsabile del patrimonio ittico nel suo insieme”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan, oggi a Merida per il Consiglio informale europeo dei Ministri dell’agricoltura, è intervenuto sulla situazione della pesca in Italia.
“Troppo facile protestare oggi, dopo che nessuno ha ritenuto di adoperarsi per ottenere modifiche al regolamento sulla pesca in Mediterraneo. Tra l'altro, non si governa passando da una deroga all'altra. Ciò che occorre, probabilmente, è introdurre una regolamentazione specifica per la cosiddetta ‘piccola pesca costiera’ che, come sappiamo, gioca un ruolo fondamentale per la vitalità economica di tante comunità costiere. Leggo dichiarazioni di protesta sostenute anche da alcuni assessori regionali, ai quali però dico che, in attesa di decisioni coerenti con la nozione di pesca sostenibile,le Regioni possono varare misure sociali di accompagnamento alle imprese attive in un settore tanto delicato. Da parte mia assicuro che nei prossimi giorni saranno convocati presso il Ministero a Roma i rappresentanti della associazioni di settore. Ci tengo, infine, a dire – conclude Galan - che a differenza di quanto avvenuto precedentemente, in qualità di Ministro seguirò da vicino la questione a Bruxelles”.

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di Redazione
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