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Possibile una mobilitazione unitaria dei sindacati

Esodati, Cgil: "Soluzione per tutti o sciopero generale"


Esodati, Cgil: 'Soluzione per tutti o sciopero generale'
12/06/2012, 10:06

ROMA – Quasi 400mila. Gli esodati sono 390mila e 200, per l’esattezza. Un numero grande sei volte la cifra indicata dal ministro del Welfare, Elsa Fornero, dei lavoratori che in base ai criteri definiti dal decreto “Salva Italia” hanno diritto ad andare in pensione con le vecchie regole. A scriverlo è l’Inps in un documento inviato prima riservatamente al ministro, ma da ieri in possesso dell’agenzia di stampa Ansa. E’ una relazione firmata dal direttore generale Mauro Nori e protocollata il 22 giugno scorso.
 
CAMUSSO: SUBITO SOLUZIONE –
Una via d’uscita che sia valida per tutti. E’ questo che chiede la Cgil, che in assenza di risposte è pronta allo sciopero. In un’intervista a Repubblica, il segretario Susanna Camusso non lascia spazio a dubbi. Occorre “una norma generale che dia certezza a tutti i lavoratori che si trovano in quella condizione”. Ma le richieste dalla Cgil non si fermano alla questione esodati. “Nella gestione dell’Inps non c’è trasparenza”, attacca Camusso, perché un ente che gestisce risorse forse superiori a quelle dello Stato “non può avere una governante monocratica”, tanto più se – come nota ancora il segretario – “non ha fatto bene il suo lavoro”. 

PRONTI ALLO SCIOPERO GENERALE  - Ciò che fa intendere il segretario della Cgil è che la manifestazione unitaria del 2 giugno potrebbe essere il preludio ad una mobilitazione permanente e più unitaria: “Ho sempre detto – ha affermato  - che si dovesse continuare la mobilitazione in assenza di risposte”.

CENTRELLA: INSIEME IN PIAZZA -  “Se non si chiarisce subito come risolvere il problema esodati, credo che le quattro confederazioni dovrebbero scendere in piazza insieme. E' arrivato il momento di inviare un segnale forte al governo”. Il segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella, fa eco alla Camusso e lo afferma a Uno Mattina Estate. “Per noi il dato dell'Inps è realistico - spiega- e potrebbe essere addirittura più alto, perché sono tanti gli accordi nelle aziende al di sotto dei 15 dipendenti che vengono presentati mano a mano. Noi abbiamo avvertito il ministro Fornero ma ovviamente non ci ha dato retta e ha sbagliato un’altra volta"

BONANNI: INTERVENGA MONTI – “Il governo ci convochi immediatamente. Deve chiarire una volta per tutte”, ammonisce il segretario della Cisl Raffaele Bonanni  stamattina dalle pagine del Messaggero. E poi: “ La situazione che si è creata merita di essere verificata. Serve un chiarimento immediato e diretto con Monti”. Per Bonanni, “è importante che il ministro (Elsa Fornero, ndr) confermi che ci sono stati degli errori da parte del governo. Se è così allora corregga gli errori”.

L’INPS NEGA, POI LA VERITA’– L’istituto previdenziale ha provato, ieri sera, a metterci una pezza: “L’Inps non ha fornito stime diverse e ulteriori rispetto al tema dei salvaguardati. I documenti tecnici dell’Inps hanno consentito al ministero di formulare il decreto con la salvaguardia prevista per i 65.000 lavoratori per i prossimi 24 mesi e per alcune categorie anche oltre i 24 mesi”, si legge in una nota. Ma l’agenzia di stampa conferma i dati che sono in suo possesso. Poi ieri, in serata, la marcia indietro:  “Il governo è consapevole che il provvedimento non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia come, in particolare, i lavoratori per i quali sono stati conclusi accordi collettivi di uscita dal mondo del lavoro e che avrebbero avuto accesso al pensionamento in base ai previgenti requisiti – non prima del 2014 - a seguito di periodi di fruizione di ammortizzatori sociali”. E conferma “l’impegno per questi altri lavoratori a trovare soluzioni eque e finanziariamente sostenibili”.
 

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di Gaia Bozza
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