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Ritorna l'incubo di una seconda recessione per le borse euro

Estate da dimenticare per la borsa italiana, in fumo 121 mld di Euro


Estate da dimenticare per la borsa italiana, in fumo 121 mld di Euro
19/08/2011, 20:08

Quest'estate rimarrà negli annali di storia come l'estate nella della borsa italiana, sono ormai mesi che Piazza Affari non fa altro che  leccarsi le ferite di una delle estati piu' disastrose che si siano mai abbattute sulle borse mondiali.  Il listino milanese ha perso dagli inizi  inizio luglio, quando sono cominciati i primi scossoni con la lancetta verso il basso, piu' di un quarto del suo valore, con una capitalizzazione scesa da 458 a 337 miliardi di euro. Il Ftse All share, l'indice che sintetizza l'andamento di tutti i titoli quotati, ha registrato in un mese e mezzo una perdita del 26,5%, sotto i colpi della paura per la tenuta dei conti pubblici dell'Eurozona, per i problemi del debito Usa e, negli ultimi giorni, per una nuova recessione. In moneta 'virtuale' il listino di Milano ha perso circa 121 miliardi di euro di capitalizzazione. Ma per chi ha venduto - o e' stato costretto a vendere - a prezzi stracciati, il salasso e' stato reale. Anche in questo frangente gli investitori hanno picchiato sulla nostra borsa in modo piu' pesante che sugli altri listini europei e mondiali. Il Ftse Mib, l'indice dei titoli piu' grandi e liquidi, quelli su cui si muovono con piu' disinvoltura i grandi investitori internazionali, ha perso il 28%, confermando un triste primato - quella di Cenerentola delle borse mondiali - che Piazza Affari si trascina gia' da parecchio tempo. Per restare solo in Europa, Zurigo, Madrid, Amsterdam e Stoccolma hanno perso tra il 18% e il 22%, Parigi il 24% e Francoforte il 26%. Danni piu' contenuti oltreoceano, con lo S&P 500 di New York che ha limitato i crolli estivi al 14,7%, Tokyo al 12,6% e Hong Kong al 13,9%. I tonfi di Piazza Affari hanno colpito soprattutto le banche, che hanno pagato prima i timori sulla tenuta dei conti pubblici italiani, poi quelli per gli impatti in conto economico di una nuova gelata dell'economia. Unicredit e Intesa Sanpaolo, dal 5 luglio, hanno perso il 40% e il 39%. Ma c'e' chi ha fatto peggio, come la Fiat (-46%), che sconta il rischio recessione per il mercato dell'auto ma anche i dati poco confortanti sulle vendite negli Usa e in Brasile. Anche titoli da cassettisti come l'Eni e l'Enel hanno subito maxi-cali del 25% e del 24%. A fiaccare la resistenza di utilities come Terna (-22,9%) e Snam (-20%), piu' protette dal business regolato in cui operano, ci ha poi pensato la Robin Hood Tax. Tra i titoli che meglio hanno tenuto di fronte all'uragano c'e' l' 'anticiclica' Campari (-10%). Perche', come ricorda spesso il suo amministratore delegato, Bob Kunze-Concewitz, ''quando le cose vanno bene si beve per festeggiare, quando vanno male per dimenticare''.  E che dire della giornata di oggi? Nera, che più nera non si può. Lo spettro della recessione affonda ancora i mercati europei, e comincia a farsi reale. Milano chiude sprofondando a -'2,46% mandando a benedire 94 miliardi di euro 'bruciati' tra tutti i listini del resto dell'Europa. (7,3 i miliardi virtualmente persi a Milano), dopo l'andirivieni di cali piu' o meno apocalittici frenati solo in parte nel pomeriggio dai movimenti pur ondivaghi a Wall Street. Dopo il tracollo di giovedi', le Borse rincarano insomma la dose e, piu' che il venerdi', a esser 'nero' e' ormai tutto il mese di agosto, tra nuovi record anche oggi dell'oro, franco svizzero sempre in trincea, dollaro in picchiata ai minimi dal dopoguerra sullo yen giapponese, e petrolio in calo. Si rivedono anche delle increspature sul monetario e la Banca centrale europea e' costretta a tornar sulle barricate acquistando titoli di Stato italiani. La differenza nei rendimenti tra i nostri Btp e quelli dei titoli tedeschi (Bund) torna cosi' sotto i 290 punti. Dopo la finanziaria d'emergenza, i livelli al cardiopalma di due settimane fa restano lontani. Ma l'annuncio che la Ue non esclude piu' gli eurobond fa capire come anche a Bruxelles si stia sempre con il fiato sospeso. La cronaca della giornata, per il resto, e' solo un elenco di cali: dopo il tonfo a Wall Street nella notte, al mattino si accodano i mercati asiatici, Tokyo si porta in calo del 2,5% e Hong Kong del 3%. Tocca poi ai mercati europei andar giu' a rotta di collo. In un'ora i terminali dei trader fanno gia' -3%, tra uno scrollone e l'altro. La mattinata prosegue con le notizie di uno studio fosco di Jp Morgan, banca d'affari di New York con oltre due secoli di attivita' alle spalle. La sentenza dell'istituto dice quel che teme anche il mercato: ci sono ''rischi elevati di recessione'' negli Stati Uniti e le attese sulla fine dell'anno si fanno sempre piu' caute (la banca taglia le stime sulla crescita del pil Usa dal 2,5 all'1% nel quarto trimestre). Con questo menu' ormai servito si scatenano le vendite sui future a Wall Street, le scommesse cioe' su una partenza con terremoto nel tempio della finanza. Le attese sono confermate: meno 100 punti in apertura, che pero' si placano subito a un calo di 60 punti. L'Europa a quel punto crede nel miracolo, si ringalluzzisce e riduce a stretto giro i cali. Dieci minuti dopo la partenza dei mercati Usa Londra perde 'solo' l'1,1%, Milano -1,9%. Sui blog rimbalza intanto il calcolo fatto dalla Reuters: Apple vale ormai di piu' del valore di mercato di tutte le 32 maggiori banche europee messe insieme. Il tentativo di rimbalzo a Wall Street sfuma abbastanza presto e l'Europa - con Milano in linea - rotola ancora piu' giu'. Alla fine i mercati Ue vanno ai minimi da due anni, l'indice Stoxx dei 600 maggiori titoli perde l'1,6%. Londra perde l'1% e sono attorno al 2% le perdite anche a Parigi, Francoforte, Madrid e Amsterdam. A Milano Unicredit e Intesa SanPaolo, segnano perdite del 5,81% e del 5,35% rispettivamente, mentre un po' ovunque vengo colpite le banche. Fiat perde il 4,3%, Fiat Industrial lascia il 6,4%, mentre l'azionista Exor va giu' del 3,72%. Nella giornata l'oro ritocca il record storico a New York, a 1.880 dollari l'oncia. E' un prezzo in fondo virtuale (sono i future a breve scadenza), ma tradotto equivarrebbe ad oltre 42 euro al grammo. Sul mercato dei cambi il dollaro ha toccato i nuovi minimi storici dalla Seconda guerra mondiale contro lo yen, scivolando a quota 75,943. Il petrolio parte intanto in calo: inizialmente i timori di recessione fan scattare le vendite. Anche in scia al calo del dollaro i future sulle materie prime si fanno piu' attraenti e alla fine salgono dell'1,4%, portando le quotazioni oltre gli 83 dollari a New York (l'effetto cambi distanzia intanto i prezzi a Londra, oltre i 108,6 dollari).

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di Redazione
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