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Dal 2002 inflazione media cresciuta del 24,9%.

Euro: prezzi aumentati in particolar modo al Sud Italia

Studi elaborati dal Cgia di Mestre

Euro: prezzi aumentati in particolar modo al Sud Italia
25/08/2012, 10:35

VENEZIA – Secondo i dati statistici elaborati dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre, a dieci anni dall'introduzione dell'euro i prezzi sono aumentati soprattutto al Sud e, a differenza di quanto si possa credere, l'impennata non ha riguardato gli alimentari, l'abbigliamento/calzature o la ristorazione. A lievitare soprattutto le bevande alcoliche e i tabacchi, le ristrutturazioni/manutenzioni edilizie, gli affitti delle abitazioni e i combustibili/bollette domestiche, nonche' i trasporti.

 Tra il 2002 ed il luglio di quest'anno, l'inflazione media italiana e' cresciuta del 24,9%. In Calabria si e' registrato l'incremento regionale piu' elevato: +31,6%. Seguono la Campania, con il +28,9%, la Sicilia, con il +27,6%, e la Basilicata, con il +26,9%. Le meno interessate dal 'caro prezzi', invece, sono state la Lombardia, con un'inflazione regionale del +23%, la Toscana, con il +22,4%, il Veneto, con il +22,3% e, ultimo della graduatoria, il Molise, dove l'inflazione e' lievitata 'solo' del 21,7%.

In linea generale, sottolinea la Cgia, uno dei nodi da superare e' lo spaventoso deficit logistico/infrastrutturale che grava sulla competitivita' dell'intero sistema delle nostre imprese e conseguentemente sui costi dei servizi e dei prodotti offerti ai consumatori finali.

Per quanto riguarda le principali tipologie di prodotto, l'euro ha fatto esplodere i prezzi delle bevande alcoliche e dei tabacchi (+63,7%), quello delle manutenzioni/ristrutturazioni edilizie, gli affitti, i combustibili e le bollette di luce, acqua e gas e asporto rifiuti (+45,8%), nonche' dei trasporti (treni, bus, metro +40,9%). Pressoche' in linea, se non addirittura al di sotto del dato medio nazionale, gli incrementi dei servizi alberghieri e della ristorazione (+27,4%), dei prodotti alimentari (+24,1%), del mobilio e degli articoli per la casa (+21,5%), dell'abbigliamento/calzature (+19,2%).

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di Rosario Scavetta
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