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Per l'agenzia la Grecia si sta esponendo al fallimento

Eurogruppo: "Grecia salva" - Ma Fitch taglia il rating

Intanto nuove proteste contro l'austerity ad Atene

Eurogruppo: 'Grecia salva' - Ma Fitch taglia il rating
09/03/2012, 19:03

BRUXELLES - La Grecia ha scongiurato la minaccia di un default disordinato, assicurandosi un'alta percentuale di adesione allo swap, il concambio volontario dei suoi bond, necessario per ottenere il secondo pacchetto di aiuti finanziari. Riceverà dunque il nuovo piano di aiuti per affrontare le scadenze dei titoli che incombono alla fine del mese di marzo.
Ma la decisione sul via libera definitivo al secondo pacchetto di aiuti alla Grecia è destinata a slittare all'inizio della prossima settimana: questa l'indicazione raccolta da fonti comunitarie Ue.
Una eterna rincorsa al saldo dei debiti, quella della Grecia, che non si capisce quando e come potrà tornare ad occuparsi anche della cosiddetta economia reale, legata al paese e ai cittadini.  Il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, però, si dichiara ottimista: “Considero che siano state messe in atto le condizioni necessarie  - dichiara - per avviare le relative procedure nazionali per l'approvazione del contributo della zona euro al secondo piano di aggiustamento greco”
Lo swap del debito - che riguarda complessivi 206 miliardi di governativi greci in circolazione - è  parte integrante del secondo pacchetto di aiuti internazionali concesso al Paese, da 130 miliardi di euro. Aderendo, i creditori privati hanno accettato una perdita del 53,5% del valore nominale dei titoli di Stato consegnati, che in termini reali si traduce in una perdita totale del 74%.
Ma non si sa quanto sia sostenibile il percorso di risanamento imposto alla Grecia dai creditori internazionali per la concessione degli aiuti finanziari, nonostante stia ‘svendendo’ i suoi bond.
Sul grey-market, infatti, i nuovi bond greci, che saranno emessi lunedì, sono scambiati a circa un quinto del loro valore nominale, riflettendo i dubbi del mercato sulla capacità di Atene di portare il suo debito a un livello considerato più gestibile, il 120,5% dall'attuale 160%, entro il 2020.
Anche il presidente francese Nicholas Sarkozy ha salutato in pompa magna l’esito dello swap valutandolo come la soluzione ai problemi del paese ellenico, mentre il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble frena:  una convinzione simile sarebbe un errore.
Il ministero delle Finanze greco ha comunicato che le adesioni ricevute ieri sera al piano di swap hanno toccato l'85%,5 %, e riguardano bond per complessivi 172 miliardi, pari di cui 152 miliardi di diritto greco.
VERSO I CREDIT DEFAULT SWAP - Il tasso di partecipazione potrebbe raggiungere la soglia del 95,7% in caso di applicazione delle clausole di azione collettiva che potrebbero costringere ad aderire anche chi si è per ora astenuto. La Grecia ha infatti informato i partner internazionali della volontà di far scattare tali clausole sui bond di diritto greco in circolazione non ancora consegnati allo swap.
Una mossa che potrebbe far scattare il pagamento dei 'credit default swap', ovvero i contratti che proteggono dal rischio default. Per decidere in merito, si è riunito oggi il comitato dell'International swaps and derivatives association (Isda).
Il ministro delle Finanze greco ha minimizzato le conseguenze di tale prospettiva. "Non è un problema per noi – ha assicurato -  perché l'ammontare netto globalmente a rischio sarebbe inferiore ai 5 miliardi, una cifra totalmente trascurabile per l'economia greca ed europea”.
IL TAGLIO DI FITCH - Intanto, proprio per questo l’agenzia di rating Fitch ha ridotto nuovamente il giudizio su Atene, abbassandolo di due gradini da CCC a C. Secondo l´agenzia statunitense, la bancarotta di Atene è altamente probabile nel breve termine. Fitch sottolinea come lo swap sul debito con i creditori privati potrebbe rappresentare, una volta completato, un "restricted default", ossia un default parziale. Infatti, per l'agenzia, lo swap di titoli, con un taglio del 53% del loro valore, costituisce un caso di "distressed debt exchange", dove insieme alle azioni volontarie si hanno anche azioni coercitive. Queste ultime infatti riguardano i creditori che non hanno partecipato all'accordo ma che vedranno comunque ristrutturato il proprio debito, così come stabilito nell'accordo raggiunto ieri all'alba.
LE PROTESTE - In questo clima, si torna alle reali conseguenze della crisi greca con le proteste contro i nuovi tagli agli stipendi e alle pensioni, che non si placano ad Atene. Oggi pomeriggio una nuova manifestazione nelle piazze della città, indetta dai due principali sindacati del Paese, il Gsee (che raccoglie  lavoratori del settore privato) e l'Adedy (che raggruppa invece quelli del settore pubblico). Anche il Peme, il sindacato più vicino alla corrente comunista, ha organizzato una manifestazione.

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di Ga.Bo.
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