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Lombardia e Veneto regioni dove si evade di più

Evasione alle stelle: i veri "furbetti" sono i grandi imprenditori

Report di Contribuenti Italiani: meno 180 miliardi nel 2011

Evasione alle stelle: i veri 'furbetti' sono i grandi imprenditori
08/01/2012, 18:01

Sono i dati della vergogna, quelli che rivelano ancora una volta qual è il vero male dell’economica del Bel Paese. Nella nazione in cui l’evasione ogni anno fa segnare un nuovo record, complice anche un sistema legislativo inadeguato, la schiera di “furbetti” è da rintracciare soprattutto in quei medi e grandi imprenditori del nord pronti ad eludere i controlli del fisco: capita così che nel 2011, anno della recessione più feroce, sono entrati nella casse dell'Erario oltre 180 miliardi in meno di imposte, con una flessione del 13,4 per cento rispetto all'anno precedente. Oltre il Po il triste record dell'evasione fiscale, con una diminuzione delle imposte dovute del 15 per cento circa nelle regioni del settentrione. A rivelarlo una ricerca di KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani nell’anno in cui i capitali sommersi, in Italia, sono stimati attorno ai 200miliardi. Ma l'aspetto più interessante della ricerca è lo screening condotto dai ricercatori sulle aree economiche che hanno evaso di più.
Stando ai dati della ricerca – pubblicati in un’inchiesta su Repubblica – i veri professionisti dell'evasione va a società di capitali e big company, le più abili, a quanto pare, a trovare stratagemmi e trucchetti per pagare, o non pagare affatto, le tasse. I lavoratori in nero sfiorano quota tre milioni, spesso sono cinesi o extracomunitari. Ma in questa categoria rientrano anche 850 mila lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. Qui l'evasione d'imposta stimata ammonta a 34,3 miliardi di euro. Si parla sempre di stime, perché è difficile quantificare un fenomeno "invisibile".
È quella delle grandi organizzazioni mafiose italiane e straniere (Russia e Cina soprattutto) che, nel nord Italia è cresciuta nel 2011 del 18,7 per cento. Anche qui si parla di stime: l'evasione d'imposta sarebbe di 78,2 miliardi di euro l'anno.
Il 78 per cento circa delle società di capitali italiane (800 mila) dichiara redditi negativi o meno di 10 mila euro l'anno o non versa le imposte. Molte di queste imprese chiudono nel giro di cinque anni per evitare accertamenti fiscali. Oppure utilizzano "teste di legno" tra i soci o amministratori. Queste aziende "evitano" di pagare circa 22,4 miliardi di euro l'anno.

Secondo il report, un terzo delle grandi aziende italiane ha chiuso il bilancio 2011 in perdita e non ha pagato le tasse. Inoltre il 94 per cento di esse abusa del "transfer pricing" per spostare costi e ricavi tra le società del gruppo, trasferendo fittiziamente la tassazione nei paesi dove non vi sono controlli fiscali. Con questo giochetto sottraggono al Fisco italiano quasi 38 miliardi di euro l'anno. Solo nel 2011, le 100 big company italiane hanno pagato il 14,2 per cento in meno delle imposte dovute.
L'evasione stimata in questo caso ammonta a 8,2 miliardi di euro l'anno: mancata emissione di scontrini, ricevute e fatture fiscali sono i principali metodi adottati.
Lombardia e Veneto sono le regioni dove l'evasione è aumentata di più nel 2011 (+15 per cento circa), l'Umbria quella dove l'incremento è stato più basso (7 per cento). Tra le categorie più "furbette" industriali (33,2 per cento), bancari e assicurativi (30,7 per cento), seguiti a lunga distanza da commercianti (11,8 per cento), artigiani (9,4 per cento), professionisti (7,5 per cento) e lavoratori dipendenti (7,4 per cento).
Per Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it "bisogna riformare il fisco italiano introducendo la tax compliance, come avviene nei principali paesi europei che hanno ridotto le aliquote fiscali, migliorato la qualità dei servizi pubblici ed eliminato gli sprechi della pubblica amministrazione", sottolinenado come l'accertamento con adesione rischi di diventare "un vero e proprio condono permanente. E si premieranno sempre i grandi evasori fiscali, che preferiscono pagare le tasse a forfait e con il massimo sconto".

ANGELETTI: EVASIONE NOSTRO PRIMO PROBLEMA - ''L'evasione fiscale e' il principale problema economico del nostro paese. Se oggi il 30% dei giovani non trovano lavoro e' per via dell'evasione. Se lo stato riuscisse a recuperare anche solo il 50% del totale dell'evasione in Italia pari a 110 miliardi di euro, sarebbe gia' un grande passo in avanti''. Lo ha detto Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, intervenendo oggi su Rai1 a Domenica In L'Arena.

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di Redazione
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