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EX CONSIGLIERI ED EX PARLAMENTARI HANNO DISCUSSO SULLA DISCIPLINA URBANISTICA IN CAMPANIA


EX CONSIGLIERI ED EX PARLAMENTARI HANNO DISCUSSO SULLA DISCIPLINA URBANISTICA IN CAMPANIA
24/11/2008, 17:11

E’ stato il Presidente dell’Associazione ex Consiglieri della Campania Filippo Caria a presiedere i lavori del Convegno "La situazione della Disciplina Urbanistica in Campania", organizzato stamattina con l’Associazione degli ex Parlamentari della Repubblica nella Sala Vesuvio dell’Hotel Royal.

Limiti e contraddizioni della disciplina urbanistica vigente, in chiave amministrativa e legislativa, sono stati passati in rassegna nell’intervento del Professor Guido D’Angelo, ordinario di Diritto Urbanistico dell’Università "Federico II" di Napoli.

Nonostante la presenza di organismi interregionali e interprovinciali per la gestione urbanistica come la Conferenza permanente di pianificazione, il Tavolo permanente per il controllo della qualità del paesaggio e laboratori di pianificazione partecipata presso i Comuni, sono ancora numerose le realtà prive di un piano urbanistico che si trovano invischiate, fra le non sempre coincidenti leggi regionali e leggi statali, in quelle che possono essere definite "le incertezze del diritto".

«Più che disciplina urbanistica, - dichiarato il Professor D’Angelo - in Campania è diffusa l’indisciplina del governo del territorio. In contrasto con l’art. 29 dello Statuto regionale, le normative non sono caratterizzate per chiarezza e semplicità dei testi. Pertanto, è necessaria un’attenta revisione della legislazione regionale in materia urbanistica, che risulta particolarmente confusa e complicata. Conseguentemente, alcune norme sono rimaste disattese anche dagli enti territoriali locali e negativa è, inoltre, la proliferazione di organismi interregionali e interprovinciali di vario tipo.

Il 7-8% dei Comuni della nostra Regione - spiega D’Angelo - è privo di piani urbanistici e territoriali, e, fra quelli che beneficiano di un Piano regolatore generale, una percentuale consistente (circa l’88%) continua a basarsi su programmi di fabbricazione parziali, per legge aboliti dal 1982 e con norme "scadute". Sia in sede legislativa che amministrativa vanno considerate quindi delle proposte che disciplinino i piani territoriali. Le norme, tuttavia, tendono spesso ad essere molto restrittive e quindi violate. L’

indisciplina urbanistica in Campania - ha concluso - risulta anche dai gravissimi ritardi della pianificazione comunale e dal diffuso e generalmente impunito abusivismo edilizio, oltre ai casi di "abusivismo legalizzato", come nel caso, ampiamente discusso, dell’Auditorium di Ravello».

A questo quadro, ha replicato il Presidente della Commissione Urbanistica della Regione Campania Pasquale Sommese, che ha invece esposto gli aspetti più tecnici relativi all’attuazione, non sempre immediata, delle leggi in materia urbanistica e di pianificazione del territorio.

Nella seconda parte della mattinata, Il Preside della Facoltà di Architettura Professor Claudio Claudi de Saint Mihiel ha citato nella sua relazione il modello del "Trattato di Lisbona", secondo il quale lo sviluppo urbano è considerato un punto centrale per lo sviluppo dell’intera collettività. Il Preside ha poi sottolineato l’importanza della cooperazione istituzionale e della condivisione degli intenti per agevolare la messa in atto dell’intervento pubblico di programmazione territoriale.

«E’ opportuno dirigersi verso un sistema di regole che agevolino il processo di rinnovamento urbano e di riqualificazione che la collettività si aspetta e di cui necessita», ha dichiarato.

Fra le linee guida da perseguire per eliminare le cause dell’inferiorità del Mezzogiorno, ci sono quelle di «stabilire tempi certi per la cantierabilità degli interventi nelle aree interne e costiere, fare leva sulla formazione con l’auspicio di incentivare una cultura della governance che faccia seguito alle proposte teoriche con concreti modelli di sviluppo, nonché apportare delle modifiche sostanziali nella legislatura per una nuova fase pianificatoria di sviluppo del territorio».

L’ingegner Diego Vivarelli, direttore dell’Acen, l’Associazione Costruttori Edili Napoletani, ha ribadito dal canto suo la disponibilità ad investire sul territorio da parte dell’imprenditoria locale, che però, a causa di una burocrazia eccessivamente lenta, rischia di incontrare numerose difficoltà nel mettere in atto i propri progetti.

 

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di Redazione
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