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I due colossi salvi grazie alle fideiussioni

Fastweb e Telecom Sparkle evitano il commissariamento


Fastweb e Telecom Sparkle evitano il commissariamento
03/04/2010, 13:04

TORINO - Dopo essere state coinvolte nella maxi-inchiesta collegata a riciclaggio di denaro sporco ed evasione dell'iva, i due colossi Fastweb e Telecom Sparkle riescono ad evitare il commissariamento. Da pagare, oltre a fideiussioni per centinaia di milioni di euro, anche le autosospensioni imposte di alcuni manager. Tra questi c'è proprio Stefano Parisi, amministratore delegato della Fastweb, autosospesosi per tutto il tempo necessario a chiarire le sue responsabilità all'interno della frode economico-finanziaria. Insieme a lui, anche altri tre manager che occuavano ruoli importanti si sono dimessi dall'azienda hi-tech quotata in borsa.
La conferma ufficiale si avrà probabilmente nei prossimi giorni ma, secondo fonti interne, sembrerebbe che la controlla Telecom, TI Sparkle, abbia suggellato un accordo molto preciso con la Procura: commissariamento evitato e 200 milioni di euro di fideiussioni assicurate; una parte servirà per garanzia sui profitti presumibilment ottenuti grazie alle operazioni di riclaggio e un'altra, invece, andrà a copertura dell'iva evasa.
Fideiussioni salvifiche anche per Fastweb: 11 milioni per la parte di utili contestata ed altri 38 come "ponte" in attesa che il sequestro subito diventi definitivo. Secondo quanto deciso dalla Cda, poi, le deleghe di Parisi saranno momentaneamente gestite da Carsten Schloter, presidente di Fastweb e ad della controllante Swisscom.
E proprio il gruppo svizzero ha confermato che conferirà a Parisi un ruolo manageriale di grande importanza e proporzionato alla sua alta professionalità ed esperienza; dunque probabilmente alla guida della Swisscom It Services.
E così si conclude tutto nella maniera decisamente soft per i vertici delle due aziende e delle rispettive controllate. Del resto sono stati riciclati ed avasi solo diverse centianaia di miliardi di vecchie lire; mica qualcuno ha rubato una mela.

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di Germano Milite
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