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Festival dell'economia, i lavori di sabato


Festival dell'economia, i lavori di sabato
06/06/2011, 11:06

Pro e contro, vince la linea dura: il 56% dei votanti si esprime contro la proposta - Il Festival dell’Economia dedica un appuntamento del suo nuovo format “Pro e Contro” al tema, delicato e attuale, delle tasse universitarie. Uno spunto per riflettere sull’accesso all’istruzione universitaria, sui finanziamenti agli atenei, sulla competizione internazionale nella formazione. A difendere la tesi dell’aumento delle tasse, Gustavo Piga, docente di Economia politica all’Università di Roma “Tor Vergata”; dalla parte opposta Gianfranco Cerea, docente alla Facoltà di Economia dell’Università di Trento. E il pubblico prima si divide e poi premia la linea contro l’aumento: se non esiste un sistema di valutazione adeguato che valorizzi l’offerta degli atenei, aumentare le tasse non servirebbe a riconoscere la qualità, né a generarla.

A confronto con l'AEEE per combattere l’analfabetismo economico -
Compiere scelte esatte. Calcolare matematicamente benefici e perdite. La crisi così non farebbe più paura. Ma la realtà è ben diversa. Siamo completamente privi di informazioni economiche e incapaci di orientarci nella quotidianità delle nostre azioni finanziarie. Un terzo della popolazione non sa leggere l’estratto conto e – ancora peggio – l’economia non ha ancora elaborato strumenti validi, metodi e schemi, per prevenire periodi di recessione e crisi.

L'analisi di Sarah Smith sulla controversa "grande idea" del governo Cameron - sebbene nel complesso l'idea di Big Society lanciata da Cameron nel 2009 (devoluzione delle responsabilità, apertura dei servizi pubblici alle associazioni no profit, promozione del volontariato) sia auspicabile, non si vede come il volontariato (che nel Regno Unito corrisponde al 4 per cento del PIL, mentre in Italia è l'1 per cento) possa riuscire da solo a colmare le necessità sociali che si apriranno con i prossimi drastici tagli alla spesa pubblica. È questo il dubbio con il quale ci lascia Sarah Smith, professore di economia presso l'università di Bristol nonché ricercatrice ed esperta del terzo settore, a conclusione della sua relazione dal titolo "A cosa serve la Big Society?".

Al Festival l’analisi del Belpaese nel nuovo libro di Marco Revelli, “Poveri, noi” - Un' Italia fragile e che ha perso molte delle sue sicurezze. Un Paese in cui molti, caduta la speranza di migliorare le proprie condizioni, cercano un effimero risarcimento a danno degli ultimi, spingendoli sempre piú ai margini. E’ questo il quadro, non certo intriso di ottimismo, che emerge nel libro “Poveri, noi”, scritto per i tipi dell’Einaudi, da Marco Revelli e presentato nello spazio “Incontri con l’autore” del Festival . Con Revelli, storico, sociologo e dal 2007 presidente della Commissione di indagine sull'Esclusione Sociale, ne hanno discusso Antonella Rampino giornalista de "La Stampa”, e Salvatore Rossi direttore generale dell'Area Ricerca economica e Relazioni internazionali della Banca d'Italia. Nel titolo “Poveri, noi” si rispecchiano l'impoverimento del ceto medio e le disuguaglianze crescenti nonostante da molti vengano rassicurazioni sulla complessiva del nostro Paese, sia dal punto di vista economico che sociale.

Alla "Tenda Aperta" l’effetto dell’Accordo di Milano di fine 2009 - in Trentino il federalismo fiscale c’è già. Con l’Accordo bilaterale siglato a Milano il 30 novembre 2009, l’autonomia tributaria della Provincia autonoma di Trento supera ormai la soglia del 98% e i trasferimenti statali, contenuti in appena l’1,2%, sono limitati all’esercizio delle funzioni delegate e alla gestione dei fondi europei.Ciò significa che lo sviluppo economico del Trentino nei prossimi anni dipenderà unicamente da come questa terra saprà amministrare la propria autonomia. Lo ha ribadito con decisione Lorenzo Bertoli, direttore di Cassa del Trentino, aprendo sotto la "La Tenda Aperta" di piazza Duomo il colloquio "Acceleratori di sistema: la finanziaria dello Statuto Speciale dopo l’Accordo di Milano" che lo ha visto protagonista assieme a Franco Grasselli, dirigente dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento e Michele Bezzi di CISL Trentino.

Nadia Urbinati, il potere senza limiti e la decadenza della politica - Nelle democrazie elettorali il potere politico non può essere illimitato. A regolarlo, sia in termini temporali che di intensità, ci pensano le tornate elettorali. Chi viene eletto lo è per un determinato periodo di tempo e con un compito specifico. In Italia questo viene meno. I cittadini non hanno una voce sulla composizione delle liste elettorali. Se poi a questo aggiungiamo la crisi dei partiti, le armi per far sentire la nostra voce e per influire sulle decisioni dei politici sembrano davvero ridotte al lumicino. La possibilità della sconfitta è uno degli elementi fondanti la democrazia. Oggi questo, però, lo si è dimenticato. Nel nostro Paese i più non vogliono arrendersi alla dèbacle. Abbandonare la poltrona, per loro, è un'idea inconcepibile. E se proprio proprio non c'è storia, sanno che possono rimettersi in gioco e ripresentarsi al "prossimo giro" . Nulla, in poche parole, sembra in grado di limitare il loro potere. Nemmeno i due strumenti ideati proprio con questo scopo dalle democrazie rappresentative: l'elezione e il partito. A sostenerlo la titolare della cattedra di Scienze politiche alla Columbia University di New York, Nadia Urbinati, protagonista dell'incontro "Che cosa limita il potere dei politici?", ospitato al Castello del Buonconsiglio.

"Alla frontiera" al Castello del Buonconsiglio: una lezione su come investire nel tempo libero -
Fa impressione sentir parlare di liberazione dal lavoro, colui che, in tempi recenti, ha ricoperto la carica di presidente della Society of Labor Economists e della Midwest Economics Association, e ancora oggi insegna Economia del lavoro alla prestigiosa Università di Maastricht. Eppure Daniel Hamermesh ha ipnotizzato il pubblico delle grandi occasioni nelle nobili sale del Castello del Buonconsiglio. Pizzetto imbiancato dall’età, occhi sottili e sguardo fulminante, Daniel S. Hamermesh ha parlato con leggerezza di un tema che per molti - soprattutto per chi lo subisce - rasenta spesso il paradosso: cosa fa la gente quando non lavora? Si tratta genericamente del dolce far niente, dormire e mangiare o di attività per cui avrebbe anche pagato? La faccenda è di quelle serie, vissute diversamente tra uomini e donne, da paese a paese. Molte, troppo persone, quando, improvvisamente, non possono lavorare, non riescono a liberarsi dalle necessità di  lavorare. Sì, perché dopo il lavoro si ritorna a casa e, soprattutto per le donne, ci sono le pulizie da fare...

"La Tenda aperta" e il Dipartimento industria della Provincia autonoma di Trento - Una recente indagine della Confcommercio ha evidenziato che le piccole e medie imprese hanno destinato agli adempimenti amministrativi dalle 5 alle 6 giornate ogni mese, con un impatto in termini di costi di circa il 7% del fatturato; il 26% delle imprese, intervistate, inoltre ha rinunciato a progetti di innovazione a causa di difficoltà di natura puramente burocratica. Al centro dell'azione delle pubbliche amministrazioni vi dovrebbe dunque essere un processo di semplificazione burocratica che deve passare attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie. Ne hanno parlato al Festival dell'Economia di Trento, nella "Tenda aperta" di piazza Dante, Claudio Moser, dirigente dell'APIAE - Agenzia provinciale per l'incentivazione delle attività economiche; Sergio Bettotti, dirigente del Dipartimento provinciale Innovazione; Giancarlo Berardi, responsabile associazione Artigiani della Provincia di Trento; Paolo Morolli, consulente dell'Unione commercio e turismo; Roberto Pallanch, direttore dell'Associazione albergatori.

Il dibattito attorno al libro di Riccardo Cappello - “Attraverso gli ordini, la politica controlla una fetta dell’economia”. E’ questa la tesi intorno a cui ruota "Il Cappio. Perché gli ordini professionali soffocano l’economia italiana" (Rubbettino editore) di cui l’autore Riccardo Cappello ha parlato oggi al Festival. Introdotto da Tonia Mastrobuoni, giornalista de "La Stampa" e affiancato dalla radicale Valeria Manieri e da Carlo Lottieri, ricercatore di filosofia del diritto all’Università di Siena, Cappello ha presentato, con un pessimismo stemperato dall’ironia, le ragioni per cui il sistema degli ordini professionali impedisce uno sviluppo virtuoso delle imprese italiane.

Il secondo “pro e contro” del Festival a Rovereto - L'acqua. Il bene primario. Ma anche, di questi tempi, uno dei temi più discussi dalla società italiana. L'acqua e la possibilità di privatizzare alcuni servizi ad essa collegati irrompono nella programmazione del Festival. Lo fanno durante il pro e contro. Un nuovo format curato dalla rivista online di politica e attualità “lavoce.info”. Funziona così. Prima di tutto una domanda: la gestione dell'acqua deve essere totalmente pubblica? Poi una prima votazione da parte del pubblico e di una giuria di studenti. Segue la discussione tra un esperto “pro” (in questo caso Ugo Mattei) e uno “contro” (Antonio Massarutto). E infine la votazione-verdetto. Il risultato? Vincono i favorevoli ad una gestione completamente pubblica dell'acqua, che raggiungono il 59% dei votanti, mentre i contrari si fermano, a dibattito concluso, al 25%. Ma c'è anche un altro dato da segnalare. I cittadini, almeno quelli che hanno partecipato all'incontro, vantano idee molto chiare sul quesito: le cifre tra la prima e la seconda votazione sono quasi invariate.

 

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di Redazione
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