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festival dell'economia: Il confronto organizzato da Eurisce e l’Università di Trento sulla privatizzazione


festival dell'economia: Il confronto organizzato da Eurisce e l’Università di Trento sulla privatizzazione
06/06/2011, 14:06

Il concetto complesso di libertà economica nella spiegazione di Fabio Ranchetti - Le moderne democrazie si fondano sul principio e sulle tante declinazioni del concetto di libertà: liberalismo, liberismo, libertarismo e, non ultimo, libertinismo. Ma quando si parla di economia possiamo dire che ognuno è libero di agire sul mercato come meglio crede? Ne ha parlato con la giusta dose di ironia Fabio Ranchetti, docente di Economia politica e Economia politica all’Università di Pisa. Introdotto da Luciano Andreozzi, ha accompagnato il pubblico del festival alla scoperta del concetto complesso che sta alla base delle società moderne, coniugando una visione strettamente economica al grande dibattito nel campo della filosofia politica.

Il confronto organizzato da Eurisce e l’Università di Trento sulla privatizzazione -
L’acqua resta e resterà sempre un bene pubblico, sarà la sua gestione a essere soggetta a cambiamento, a poter mutare da pubblica a privata. Il 12 e 13 giugno saremmo chiamati a esprimere il nostro pensiero, a prendere una decisione su un servizio di primaria necessità e che stabilisce una netta distinzione tra paesi civilizzati e paesi in via di sviluppo. Parlare di acqua, infatti significa parlare di diritti fondamentali dell’uomo e di libertà. Di fronte alla possibilità di scegliere se privatizzare il servizio idrico si celano insidie che è nostro dovere tenere in considerazione, come hanno spiegato gli oratori dell’incontro moderato dal professore Andrea Pradi dell’Università di Trento,  intitolato “Acqua: pubblica o privata o..? La terza via dell’acqua”, organizzato da Eurisce (European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises) e l’Università di Trento, all’interno dell’area “Confronti” del Festival dell’Economia di Trento.

Libertà di scelta e di consumo critico nel dibattito con Becchetti e De Biase -
Consumatori: davvero liberi di scegliere? Questo l’interrogativo da cui ha preso le mosse l’incontro proposto da Trentino Arcobaleno, presso la Facoltà di Sociologia. Ne hanno discusso Leonardo Becchetti, docente di Economia politica all'Università di Roma "Tor Vergata" e il giornalista de “Il Sole 24 Ore” Luca De Biase. Le esperienze dei consumatori “critici”, e i dati della campagna “Bilanci di Giustizia”, dicono che l’unica vera libertà di mercato è la libertà “dal mercato”. Una prospettiva che vuole ridefinire le regole del mercato e del consumo nell’ottica , in cui si sono trovati d’accordo i relatori, di nuovi criteri etici e ambientali in cui, ad esempio, la felicità di un popolo o di una nazione non sia più stabilita solo dal Pil ma da ben altri parametri.

Stabile la situazione dei mercati anche dopo la "primavera araba", a rischio la condizione sociale - Gli investimenti italiani nella sponda Sud del Mediterraneo sono solidi e, nonostante l’instabilità dovuta alla cosiddetta “primavera araba”, è probabile che la situazione economica nell’area sarà soggetta ad una crescita continua ed elevata. I problemi, invece, sono principalmente causati dalla frammentazione dell’Unione europea, che non è stata in grado di affrontare le rivolte – appoggiando un forte incentivo alle riforme – prediligendo spesso una politica internazionale incentrata sui rapporti bilaterali tra gli Stati piuttosto che sulla partecipazione estesa. Questi, in breve, i concetti più significativi che sono emersi nel corso dell’incontro patrocinato dal Gruppo economisti d’impresa (Gei) in collaborazione con l’Istituto per gli studi di politica internazionale presso la Sala di Palazzo Calepini. Un convegno, moderato dal giornalista del “Sole 24 ore” Ugo Tramballi, intitolato “La sponda Sud del Mediterraneo e l’economia italiana: quale futuro?”. Ad introdurre l’argomento di grande attualità, Gianpaolo Vitali, docente di economia applicata dell’Università di Torino. Sono poi intervenuti anche Giorgia Giovannetti, professoressa di economia presso l’Università di Firenze e all’European University Institute, Gregorio De Felice, presidente dell’Associazione italiana degli analisti finanziari (Aiaf), e Paolo Magri, direttore dell’Istituto per gli studi di politica internazionale di Milano (Ispi).

La formula di Abravanel e D’Agnese per rifondare un Paese di "analfabeti" - “L’Italia non ha effettuato il passaggio ad una società post-industriale. Conseguentemente la nostra economia è indietro di quasi cinquant’anni” è un lamento a due voci quello che si leva nell’incontro di presentazione del libro “Regole. Perchè tutti gli italiani devono sviluppare quelle giuste e rispettarle per rilanciare il Paese” scritto a quattro mani da Luca D’Agnese - attualmente consulente per l’Enel in Romania – e Roger Abravanel, già autore quattro anni fa di “Meritocrazia: quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco e più giusto”, di cui “Regole” in pratica è la seconda parte di un unicum.

La politica economica alla “Tenda aperta” in piazza Duomo - Le “braccia operative” dell’economia locale sono l’Agenzia provinciale per l’incentivazione delle attività economiche, la Trentino Sviluppo Spa e il sistema provinciale della ricerca. Esse sono funzionali allo sviluppo delle imprese e del tessuto produttivo in genere. I risultati sono concreti ed efficaci anche a detta del sindacato. Questo il tema dell’ultima conversazione sotto la "Tenda aperta", la location dell’economia locale al Festival.

Il libro edito da Chiarelettere dibattuto da Giovanni Floris e Bruno Tabacci alla Filarmonica - L'oggetto del libro di Elio Rossi, "I professionisti del potere" (Chiarelettere) è la "crema" degli uomini politici e dell'alta finanza che non molla mai il "bastone di comando". L'autore, - il nome scelto per siglare il suo fortunato lavoro è uno pseudonimo - ha conosciuto questo mondo molto da vicino, ma non lo ha descritto in prima persona nell'incontro tenutosi alla sala della Filarmonica, tutelando così il proprio anonimato. Al suo posto, si sono confrontati il giornalista Giovanni Floris, il deputato Bruno Tabacci e Tonia Mastrobuoni, che ha introdotto il tema parlando di un paese dominato da un'oligarchia, la cui economia assomiglia più al socialismo reale che al libero mercato. "Un paese lacerato da 15 anni fra due fazioni, pro e contro Berlusconi, e questa lacerazione, come spiega Rossi, che se fosse qui perderebbe immediatamente il lavoro, impedisce di vedere chi comanda veramente".

L'incontro tra il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso e Pietro Garibaldi -
Fiat. Produttività. Diritti dei lavoratori. Precariato. Etica. Queste alcune delle parole chiave che hanno dominato l'incontro tra il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso e il professore di economia politica a Torino, consigliere di sorveglianza e membro del Comitato di controllo di Intesa Sanpaolo, Pietro Garibaldi. A moderare l'incontro davanti ad un numeroso pubblico accorso al Castello del Buonconsiglio, il giornalista de" La Repubblica" Marco Panara.

L'ultimo Pro e Contro del Festival dell'Economia in Sala Depero - Imposta di successione sì o no? Il dibattito dell'ultimo "Pro e contro" organizzato dalla rivista online "lavoce.info", nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento, non poteva essere più vivace, al punto da segnare significativi scostamenti nel voto del pubblico prima e dopo la discussione. Se inizialmente i favorevoli erano al 45% e i contrari al 43%, al termine del dibattito non vi erano dubbi: il 67% degli astanti si sono pronunciati a favore di questa imposta patrimoniale, perché può contribuire a redistribuire la ricchezza e in definitiva a raggiungere una società più equa. A confrontarsi Graziella Bertocchi (favorevole), professoressa presso la Facoltà di Economia dell'Università di Modena e Reggio Emilia, e Alessandro De Nicola (contrario), presidente dell'Adam Smith Society, moderati da Alberto Orioli, vicedirettore de "Il Sole 24 Ore", e introdotti da Tullio Jappelli, professore di Economia all'Università di Napoli e direttore del CSEF, Centre for Studies in Economics and Finance.

Francesco Sisci racconta il capitalismo cinese da una prospettiva di prima linea - “Un Paese che 30 anni fa poteva vantare solo il primato delle biciclette, oggi è costretto a limitare burocraticamente le immatricolazioni automobilistiche per paura del collasso”. Ha iniziato in questo modo Francesco Sisci, sinologo ed analista sulla Cina de "Il Sole 24 Ore", la sua breve analisi storico-politica di quel mistero affascinante che è il “continente” cinese, dove gli edifici delle città sono passati da uno a 100 piani.

"Alla frontiera" con Giovanni Peri, una lezione di civiltà oltre che di economia - L’immigrazione offre ai paesi che ne sono destinazione competenze, abilità, idee e forza lavoro che non si sono generate all’interno dei loro confini. Ciò crea opportunità di crescita anche se alcuni lavoratori subiscono la competizione dei nuovi arrivati e percepiscono solo i costi dell'immigrazione. Giovanni Peri, professore ordinario presso l’Università della California e della Bocconi di Milano, valuta costi e benefici dell'immigrazione. Le sorprese non mancano, soprattutto per l’italia che appare in grado di governare il fenomeno e di aprire le frontiere ai talenti internazionali, risorsa fondamentale per sviluppo e la crescita dei paese.

"Alla frontiera" con Giovanni Peri, una lezione di civiltà oltre che di economia - L’immigrazione offre ai paesi che ne sono destinazione competenze, abilità, idee e forza lavoro che non si sono generate all’interno dei loro confini. Ciò crea opportunità di crescita anche se alcuni lavoratori subiscono la competizione dei nuovi arrivati e percepiscono solo i costi dell'immigrazione. A dirlo Giovanni Peri, professore ordinario presso l’Università della California e della Bocconi di Milano nello spazio "Alla frontiera" del Festival. Le sorprese non mancano, soprattutto per l'Italia che appare un paese non in grado di governare il fenomeno e di favorire l'entrata di talenti internazionali, determinanti alla crescita e allo sviluppo del paese.

"Alla frontiera" con Giovanni Peri, una lezione di civiltà oltre che di economia -
L’immigrazione offre ai paesi che ne sono destinazione competenze, abilità, idee e forza lavoro che non si sono generate all’interno dei loro confini. Ciò crea opportunità di crescita anche se alcuni lavoratori subiscono la competizione dei nuovi arrivati e percepiscono solo i costi dell'immigrazione. Giovanni Peri, professore ordinario presso l’Università della California e della Bocconi di Milano, valuta costi e benefici dell'immigrazione. Le sorprese non mancano, soprattutto per l’italia che appare in grado di governare il fenomeno e di aprire le frontiere ai talenti internazionali, risorsa fondamentale per sviluppo e la crescita dei paese.

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di Redazione
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